Artigianato ligure tra alti e bassi

Il picco della perdita delle microimprese liguri (crescono solo quelle in mano agli stranieri

) è compensato da alcuni segni più.
I numeri che emergono dall'analisi di lungo periodo (giugno 2009-giugno 2017, dati Infocamere-Movimprese) sono, per certi settori, davvero impressionanti. L'autotrasporto è passato dalle 3.357 microimprese del 2009 alle 2.673 del 2017, perdendo 684 unità (-20%). L'artigianato del legno ha perso 214 microimprese (-26%), passando da 824 a 610 realtà. Non è andata meglio ai mobilieri, -25% e 64 unità in meno, passati da 252 realtà attive nel 2009 alle attuali 188. Lo stesso dicasi per i sarti: nel 2009 erano 533, oggi sono 443. Il calo è stato del 16,8% e il settore ha perso 90 imprese. Il settore della lavorazione del pellame, 63 microimprese in Liguria, ha subito una riduzione del 17% (nel 2009 le imprese erano 76). Male anche stampa e legatoria e la fabbricazione di prodotti in metallo, entrambi settori che in otto anni si sono ridotti del 21%.
Frenano, come è logico che sia, i vetrai e ceramisti: nel giro di otto anni il settore ha perso il 20% delle imprese, passando dalle 410 alle 328 microimprese. Le costruzioni, altro settore particolarmente colpito dalla crisi, hanno subito una riduzione del 3%, passando dalle 21.899 microimprese del 2009 alle 21.240 odierne (659 realtà in meno).