Teatri genovesi in crisi nera

L'interno del Teatro Carlo Felice

L'interno del Teatro Carlo Felice

Teatro Carlo Felice in primis, il più grande e storico, poi il Politeama Genovese, con al fianco il Duse, quindi la Corte, il Modena a Sampierdarena, l’Arca a Marassi, l’Albatross a Rivarolo, il Govi a Bolzaneto, la Tosse nei vicoli, l’Ortica a Molassana, il Garage a San Fruttuoso. Insomma, un piccolo mondo culturale nella Genova in crisi per il Coronavirus, già monca dal turismo.
Tra i settori più colpiti dall’emergenza sanitaria del Coronavirus c’è sicuramente quello del teatro. Da oltre due mesi non ci sono spettacoli, se non qualcuno on line, e numerosi addetti ai lavori, oltre che gli attori, sono rimasti “sospesi” senza sapere ancora quale sarà il loro futuro immediato e a lungo termine. Si è dibattuto molto in questi giorni su modalità di riapertura dei teatri e alternative nel medio-lungo termine, ma nessuno di fatto sa o ha una soluzione definitiva. 
l teatro sta pagando il fatto di essere un luogo in cui si vedono tante persone contemporaneamente perché lo spettacolo è dal vivo e non ci sono alternative – ha spiegato La Ginestra – . Lo spettacolo in streaming o in tv non è possibile. Il teatro va vissuto in prima persona sia per i fruitori che per chi lo propone. 
Infine, l’idea dei teatri con afflusso contingentato è comunque una soluzione non possibile. Il teatro ha bisogno di una platea piena. E questo, oltre che per gli attori,  soprattutto per le maestranze che lavorano dietro le quinte.

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