Impedito il lavoro alla Trattoria da Maura a Sampierdarena

La saracinesca chiusa della locanda in via Pierino Pesce, davanti a via Terenzio Mamiani

La saracinesca chiusa della locanda in via Pierino Pesce, davanti a via Terenzio Mamiani

Un iter a dir poco cervellotico, senza una soluzione. Perché se è vero che uno stato, indebitato fino all’osso, sta dando e promettendo 600 euro a manca e a destra (senza considerare il Reddito di Cittadinanza, istanza solo o quasi per tanti furbetti che invece avevano un lavoretto in nero), c’è chi, invece, non solo non ha visto nulla, nemmeno un euro di contributo (negato), ma addirittura non le si permette di svolgere un lavoro che le permetterebbe di tirare avanti la sua attività, per non abbassare del tutto la propria saracinesca: consegnare il cibo ai clienti, regolati uno alla volta, con debite distanze di sicurezza, locale sanificato, e uso obbligatorio all’interno di guanti e mascherine per il personale addetto. A Genova Sampierdarena, la Trattoria da Maura è una sorta di istituzione, da decenni. Situata in via Pesce, traversa tra via Sampierdarena e via Avio, è chiusa dai primi di marzo, come tutti i ristoranti e bar italiani, ma….c’è un ma. Alla trattoria ponentina, infatti, non è stato concesso la vendita del cibo ad un singolo cliente alla volta, nonostante l’istanza presentata dalla titolare della trattoria, Maura Magnone, alla Prefettura di Genova. “Mi sono sentita dire una riposta incredibile: che la nostra domanda non è stata accolta per non creare assembramento! Ma allora cosa succede alle macellerie, pescherie, panifici, negozi alimentari, tutti regolarmente aperti ed in taluni casi si vedono molte più di una persona alla volta varcare la loro entrata…da noi sarebbe entrato solo un cliente alla volta a prendersi il suo pacco alimentare già preparato in anticipo attraverso una ordinazione telefonica”.

Di Andrea Bazzurro

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