Il 12 luglio tornano le Sentinelle in Piedi

Tornano le Sentinelle in Piedi, venerdì 12 luglio, alle 18, in via Galata, angolo via San Vincenzo. E’ la quindicesima veglia a Genova dal 2013. Le Sentinelle daranno testimonianza pubblica, aconfessionale e apartitica, in favore della vita, della famiglia e della libertà.

Proprio questi giorni segnano l’agonia di Vincent Lambert, quarantaduenne tetraplegico, dopo che la Corte di Cassazione francese ha accolto il ricorso dell’ospedale di Reims, dove è ricoverato, e del governo Macron. Ci hanno abituati a chiamarla “dolce morte”, eutanasia. Ma si tratta dell’uccisione, di fame e di sete, di un disabile, nell’Europa del 2019.

In Italia, la legge sulle cosiddette “Disposizioni anticipate di trattamento” (Dat) già prevede la possibilità di sottrarre idratazione e alimentazione ai disabili e ai malati. Di fame e di sete è morta Eluana Englaro, dieci anni fa. Il giornale “Il Piccolo” di Trieste ha recentemente documentato la vicenda di un uomo colto da ischemia. In base alla legge sulle Dat, la figlia ha chiesto l’interruzione di alimentazione e idratazione. Di fronte al rifiuto da parte dell’ospedale di Cattinara, la figlia si è rivolta al Tribunale, che ha permesso il trasferimento del padre alla Casa di cura Salus, dove, il 18 febbraio scorso, sedato, è spirato, previa sottrazione di alimentazione e idratazione.

A seguito dell’uccisione in Svizzera di Dj Fabo, la corte costituzionale ha chiesto al Parlamento – con procedura inusuale – una nuova legge per scardinare il reato di istigazione al suicidio. Cioè, per introdurre anche in Italia il suicidio assistito.

A questa cultura della morte ci ribelliamo, ricordando le parole che il “leone di Muenster”, monsignor von Galen, pronunciò nel 1941 contro il programma segreto Aktion T4 per l'eliminazione di disabili psichici e fisici, malati lungodegenti e terminali, e pazienti non tedeschi: «Hai tu, o io, il diritto alla vita soltanto finché noi siamo produttivi, finché siamo ritenuti produttivi da altri? Se si ammette il principio, ora applicato, che l'uomo improduttivo possa essere ucciso, allora guai a tutti noi, quando saremo vecchi e decrepiti. Se si possono uccidere esseri improduttivi, allora guai agli invalidi, che nel processo produttivo hanno impegnato le loro forze, le loro ossa sane, le hanno sacrificate e perdute. Guai ai nostri soldati, che tornano in patria gravemente mutilati, invalidi. Nessuno è più sicuro della propria vita».

Ai politici italiani del 2019 chiediamo che ribadiscano che l’istigazione al suicidio è un reato, senza “se” e senza “ma”.

L'indagine "Demoni ed Angeli" a Bibbiano (RE) sembra stia scoperchiando un abisso di male, con sottrazione di bambini dalle famiglie di origine per consegnarle ad altri nuclei, dove si sono poi verificati abusi. Il Gip descrive così il comportamento degli indagati: «La loro percezione della realtà, della propria funzione, è totalmente pervertita e asservita al perseguimento di obiettivi ideologici non imparziali». A pagina 253 dell’ordinanza è scritto che gli indagati avrebbero agito per «Costruire un’avversione psicologica dei minori per la famiglia di origine». 

Alcuni protagonisti di questa vicenda – in particolare la dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza - sono attivisti del movimento Lgbt e si battono per le cosiddette “famiglie arcobaleno” cioè per l’adozione e l’affido dei bambini a unioni di persone dello stesso sesso. 

Ma al di là del caso specifico, questa è la cultura che ci viene spacciata giornalmente sui media, per la quale non c’è differenza sostanziale tra maschio e femmina, i bambini sono oggetti, e "padre" e "madre" sono concetti che esprimono odio e discriminazione.

Intanto, la giustizia italiana ha recentemente condannato Massimo Gandolfini, leader dei Family Day del 2015 e del 2016. In un intervento pubblico sostenne il legame tra l’ideologia del gender e la pedofilia. Similmente, Silvana De Mari dovrà pagare una multa per aver legato l'attività dei gruppi Lgbt allo sdoganamento della pedofilia. Pochi mesi fa, a Perugia, veniva condannato ad un risarcimento di trentamila euro Simone Pillon, che nel 2014 aveva denunciato l'indottrinamento gender nelle scuole da parte dell'associazione Omphalos. La strategia è palese: che questi processi siano di monito a quanti si oppongono all’esaltazione dell’omosessualità. 

E la propaganda Lgbt a giugno ha occupato le strade delle nostre città, anche qui a Genova, con sfilate omo-erotiche sostenute da media, politici e colossi del business internazionale.  Tali esibizioni riducono le persone a delle pulsioni sessuali, offendono il senso del pudore, irridono la religione, rivendicano come diritti quelli che sono soprusi contro donne e bambini. Pensiamo all’utero in affitto, alla rieducazione gender che insegna il falso nelle scuole, alla sessualizzazione imposta a tutti i bambini, fin dall’asilo nido. E il decreto “Crescita”, recentemente approvato dal governo giallo-verde, prevede incentivi economici ai sexy-shop, per “la promozione dell’economia locale”.

Le Sentinelle in Piedi non si associano al coro e non si lasciano intimidire. Testimoniano con fiducia la bellezza della natura umana e dicono con coraggio “sì” alla vita e alla famiglia, consapevoli che alle bugie servono tante gambe per diffondersi, alla verità bastano pochi testimoni per poter brillare nelle tenebre.

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