Margini (Pd): sul Morandi si era perso troppo tempo

L'ex Assessore ai Lavori Pubblici della giunta di Marta Vincenzi (2007 - 2012)

L'ex Assessore ai Lavori Pubblici della giunta di Marta Vincenzi (2007 - 2012)

Mario Margini, il super assessore della giunta di Marta Vincenzi dal 2007 al 2012 ed in particolare ai Lavori Pubblici, del Pd, intervistato da Franco Manzitti sugli schermi di Primocanale, ex direttore genovese de la “Repubblica” che subentrò a Luigi “Gigi” Gia, a quasi un anno dal crollo del ponte Morandi interviene: <Ci eravamo occupati della Gronda, di tutto, ma non del ponte Morandi. Il raddoppio in sé dell’Autostrada è stata, a posteriori, una forzatura. Il dibattito sui vari percorsi, sul lotto 5, se ne è discusso per anni, un arco temporale talmente lungo che si è perso tempo, in altri paesi si progetta una cosa e la si fa. In Italia vi è una frattura tra il momento dell’idea e quello decisionale. Il ponte negli anni ha avuto un crescente carico proprio perché mancavano le alternative, un traffico come quantità e peso di dimensioni altissime. All’epoca mi ricordo tante discussioni su Prà, la Gronda, le Bretella, eccetera.
Per le infrastrutture cosa farei? In primis un monitoraggio costante delle grandi opere. Nelle varie relazioni del ponte non ho mai letto la parola “allarme”. Poi all’epoca vi era uno strano scaricabarile ogni volta che si individuava un nuovo tracciato, gli abitanti di quella parte, insorgevano. Mi ricordo di un progetto che doveva arrivare fino a Vesima…>.

Manzitti che a fine giugno pubblicò un libro molto interessante su Ponte Morandi intitolato: “Cronaca di un crollo annunciato”

Lo studio della Nasa, poi non ha lasciato dubbi al caso: infatti, uscito solo ora grazie ad ulteriori nuove tecnologie, pare che dal 2015 al 2018 il ponte oscillasse di dieci centimetri circa, un aspetto mostruoso.

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