I torrenti genovesi? Una foresta!

Il Rio Cantarena, che taglia in due via Sestri

Il Rio Cantarena, che taglia in due via Sestri

Come ogni agosto, la redazione di “Genovasi” effettua una rapida inchiesta sulla situazione dei torrenti genovesi alla vigilia della stagione delle prime piogge, settembre. E come ogni agosto, a parte una sola stagione, la situazione non è affatto rosea.
Il caso più eclatante, come sempre, è il torrente Bisagno, che dall’ottobre 1992 ad oggi ha già subito ben cinque alluvioni. Qui, all’altezza del ponte Sant’Agata,e  salendo fino allo stadio “Luigi Ferraris”, la situazione è più critica, con arbusti alti fino 4 metri. Se da un lato vi è la convenzione che tali arbusti possano favorire l’afflusso delle acque dai monti (vedi il parere del presidente del Municipio Bassa Val Bisagno, Massimo Ferrante, legato al Pd), in verità per tanti esperti non è proprio così. Senza dubbio fanno disordine e senza nemmeno un rivolo d’acqua, queste verde stona proprio e dà un senso di trascuratezza. Ma il troppo verde prosegue anche in direzione dell'impianto della Sciorba fino a Prato, quando il Bisagno si restringe.
Anche il vicino rio Fereggiano non è affatto messo bene, con una vegetazione alta ben oltre il metro da Largo Merlo a fondo valle.
Nel ponente, a Sestri, il Cantarena, che spacca in due la via dello shopping, via Sestri, è invasa da una folta vegetazione che in caso di mezza alluvione rischia di far tracimare le acque.
Il Chiaravagna, che tracimò gli argini in una famosa alluvione solo a Sestri Ponente provocando due morti, è più o meno nelle medesime condizioni. Un po’ meglio la situazione, a tratti, del Polcevera.
Ma basta spostarsi un goccio nel levante, che la situazione migliora: il torrente Recco, nel punto in cui attraversa il paese levantino, ha solo qualche erbaccia, molto meglio l’Entella che divide da sempre Lavagna con Chiavari.

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