Domani, un anno esatto dal dramma genovese

L’”Osservatore Romano”, quotidiano della curia e del Vaticano in particolare, scrive oggi che ad un anno dalla tragedia del crollo del ponte di Genova "tante promesse restano mancate". All’indomani di quel tragico 14 agosto 2018 il Governo si è impegnato per mettere in atto una vera e propria rivoluzione copernicana nel monitoraggio e nella manutenzione delle infrastrutture, che è invece effettivamente in atto. Come tutte le rivoluzioni ha bisogno di tempo, ma in questo primo anno tanti sono già i risultati ottenuti e i tasselli costruiti per ottenere l'obiettivo prefissato. 
Abbiamo pronto il decreto per la nascita del primo Archivio informatico nazionale delle opere pubbliche, ovvero lo strumento, creato dal decreto Genova, pensato perché lo Stato torni a fare lo Stato e riesca a monitorare costantemente e in tempo reale lo stato di salute di tutte le infrastrutture italiane, anche grazie a sensori e satelliti, così da intervenire tempestivamente lì dove c’è bisogno con una doverosa e necessaria manutenzione. Pronti e al vaglio del Consiglio di Stato sono anche Regolamento e Statuto dell’Ansfisa, la nuova Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali. Sempre istituita con il decreto Genova, si tratta del braccio operativo con cui lo Stato vigilerà sulla salute delle infrastrutture e, proprio grazie ad Ainop, avrà modo di intervenire tempestivamente per sanare situazioni di potenziale pericolo. Proprio perché non ci siano mai più tragedie come quella di Genova. 
Avevamo promesso un cambio netto di paradigma e lo stiamo realizzando. E nel frattempo non siamo stati fermi. Gli uffici tecnici del Ministero hanno compiuto 180 ispezioni straordinarie su ponti e viadotti autostradali, un’attività mai fatta prima. E l’imprinting sulla manutenzione si vede anche nei 250 milioni di euro stanziati per la ristrutturazione e ricostruzione dei ponti sul Po e suoi affluenti, e nei 2,7 miliardi di euro aggiuntivi contenuti nel  contratto di programma Anas e dedicati proprio al monitoraggio dello stato di salute delle strade. 
Senza dimenticare il nuovo regime tariffario dell’Art che costringe i concessionari autostradali a fare investimenti reali, soprattutto nell’ottica della manutenzione e della sicurezza.

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