Crescono le case in affitto in nero a Genova

Ormai è una moda dilagante per guadagnarsi qualche soldo in nero aggirando i controlli del fisco. Si tratta del fenomeno di mettere in affitto, solitamente ad uso turistico, le proprie abitazioni (seconde case o una sola stanza e poi da condividere cucina e bagno) a fini turistici, raramente a scopo abitativo.
Negli ultimi giorni la Guardia di Finanza ha effettuato una raffica di controlli nella provincia di Savona (dove stranamente, secondo i dati, il turismo è un goccio calato nel giugno scorso), beccando in flagranza molti cittadini abusivi, che affittano le proprie abitazioni sul portale Subito.it
Anche a Genova non mancano gli abusivi, in particolare nella zona attorno al centro storico, Principe, Castelletto, Carignano e la Foce, ma si tratta di fenomeni limitati. Per di più sono genovesi che affittano la propria stanza sul portale Air Bnb e quindi sono in regola con la tassa di soggiorno da versare alle casse di Tursi. Ma se superano i 5 mila euro netti di guadagno, allora devono dichiarare il fatturato alla commercialista o caf di turno per versare le tasse allo stato. Anche chi affitta la propria casa su Booking o Hostel Wordl è sulla carta in regola, sempre che non superi il barrage dei 5 mila euro annui. Invece nella zona popolare di Sampierdarena, Mura Angeli e Dinegro, ci sono alcune famiglie che affittano la propria stanza in maniera continua a persone che lavorano a Genova, tutto in nero.

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