Lo sciopero delle Oss genovesi

Legacoop esprime solidarietà e sostegno agli operatori sociali del comune di Genova e alle OOSS che hanno proclamato lo sciopero dei lavoratori della direzione delle politiche sociali per il 26 Novembre , condividendone le motivazioni e le rivendicazioni, invitando le Cooperative e i lavoratori al presidio previsto per la stessa giornata alle ore 14.00 a Palazzo Tursi.  

Lo stato di abbandono dei servizi è evidente e anche noi lo tocchiamo con mano tutti i giorni. Il lavoro degli operatori sociali è prezioso e fondamentale e non ha bisogno di essere screditato con accuse vaghe e non circostanziate, gli organici sono insufficienti a gestire la complessità a fronte di bisogni che aumentano , l’interlocuzione con l’assessorato è difficile e mai volta a costruire politiche sociali condivise e progetti di sistema. Purtroppo tutto questo avviene in un clima generale di pesante attacco al sistema dei servizi sociali sia a livello nazionale che locale (ultimo esempio taglio di 300.000 € ai custodi sociali) e con una campagna strumentale contro il terzo settore; dall’attacco indiscriminato alle ONG , e si intreccia con strumentalizzazioni politiche da cui siamo lontanissimi. 

In un momento in cui le tensioni sociali sono altissime, le povertà e il divario fra ricchi e poveri aumentano ci sarebbe bisogno che la politica tutta agisse in maniera opposta mettendo al centro le persone, i bisogni dei più fragili, politiche economiche di sostegno attivo e non assistenziale. Invece si respira un clima di odio e di paura di cui a farne le spese sono proprio i cittadini più deboli. Del resto se la logica è questa è evidente che chi lavora per l’inclusione, per la tutela dei diritti ,per l’innovazione sociale può rappresentare un ostacolo, un argine alla deriva individualista e autoritaria. 
C’E’ BISOGNO DI SERVIZI, C’E’ BISOGNO DEL FONDAMENTALE CONTRIBUTO DEGLI OPERATORI SOCIALI! 

Proprio per questi motivi condividiamo i contenuti proposti dalla OOSS, sottolineando come gli operatori sociali, pubblici e del privato sociale (i secondi oramai la stragrande maggioranza) vadano tutelati ,consapevoli che questo può avvenire solo se si crea una vasta mobilitazione e un fronte ampio che partendo dalla tutela dei diritti proponga al nostro paese e alle comunità locali un modello di innovazione sociale vero, sostenibile e trasparente.

Pin It

GenovaSì TV

Notizie

Cultura

Spettacoli

Sport