Chiusa anche la A26, dopo la A6 ed il Morandi

Genova quasi completamente isolata dal resto d'Italia dal punto di vista del sistema autostradale, non era mai successo nella sua storia. Il 14 agosto 2018 il crollo del Morandi, poi domenica scorsa la frana che quasi certamente ha spezzato il viadotto della A6 Savona - Torino all'altezza del comune di Quiliano, verso Altare. Quindi, la decisione, a sorpresa, ma nell'aria da mesi, di chiudere per il momento il viadotto Fado in località Mele, la A26 che unisce Genova a Gravellona Toce, verso Torino. E per fortuna che ieri sera hanno riaperto la Torino - Piacenza.
Insomma, da un lato il porto di Genova e quello di Savona affermano in coro che se la A26 resta chiusa ancora per una settimana si rischia una paralisi completa nei valichi. Dall'altro il Governatore ligure Giovanni Toti che afferma che la Liguria è in guerra, come se fosse a Stalingrado. E vie alternative per i grandi camion o tir non ce ne sono. Ossia, le auto possono avventurarsi attraverso l'irtuosa strada Provinciale del Turchino e prendere l'Autostrada a Masone, come in val Bormida entrare a Millesimo dopo 15 chilometri circa di curve ad "S". Ma i camion ed i tir no. Unica soluzione per raggiungere Torino, Asti e l'alessandrino ed il cuneense dalla Liguria, percorrere la A7 (che già stamattina è paralizzata) e poi percorrere la famosa bretella di Novi Ligure, allungando di circa 80 chilometri e un'ora e venti di tempo.

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