In 30 mila alla fiera di Sant'Agata

Sarà perchè vi erano i nuvoloni che non invogliano a gite fuori porta, sarà perchè la Sampdoria gioca questa sera al "Ferraris" contro il Napoli, o sarà perchè il Genoa pareggiava in trasferta a Bergamo. Ma davvero ieri alla Fiera di Sant'Agata si è registrato un gran pienone. Si calcolano oltre 30 mila ingressi, forse 35 mila, dai lati di Marassi corso Sardegna (il grosso), via Barrili lato corso Gastaldi o vie limitrofe. Trovare un parcheggio nelle vicinanze quasi impossibile, almeno 5 mila in più i genovesi che si sono recati in questa tradizionale fiera che la si celebra sempre la prima domenica di febbraio, attaccata al ponte di Sant'Agata sul Bisagno.
La fiera inizia già in piazza Manzoni con vari banchetti di piante, a ruba anche ieri. Poi via per piazza Martinez, piazza Giusti, via Giovanni Toti, via Gicaometti, via Casoni. Insomma, ben 615 banchetti in arrivo da tutto il Nord Italia.
A ruba anche gli oggetti per la casa, i vestiti, i panini alla porchetta a 5 euro, le birre, le stoffe. Quasi snobbati i banchetti dei cinesi, quest'anno meno del solito a dire il vero, mentre la fanno da padrona gli italiani (in particolare i toscani) e gli asiatici in arrivo da India, Pakistan e Bangladesh. Scarso successo per i venditori di folletti, bene le piante in generale, i dolci siciliani e l'intimo. 
A fare da tradizionale contorno alla manifestazione, zingari intenti a derubare i portafogli, i militi della croce rossa ai margini con ciotole per raccogliere qualche spiccioli, i soliti Testimoni di Genoa con i loro opuscoli molto discutibili, messi all'angolo da tutte le altre religioni cristiane, in arrivo dalla Torre di Guardia e poliziotti in borghese a monitorare che l'afflusso di pubblico non sia turbato da eventi spiacevoli.

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