Genova: una città deserta, spettrale

Via San Vincenzo, deserta: una scena surreale

Via San Vincenzo, deserta: una scena surreale

Nessun anima viva in questo sabato di COVID19 a Genova. Nemmeno sotto i borda menti dei “liberatori” alleati Genova aveva così poche persone in giro. Spettrale via San Vincenzo, la via per antonomasia del passeggio dei giovani genovesi. Deserti i portici di via XX Settembre.
La situazione non muta spostandoci a ponente: i portici di via Cantore paiono una ecatombe, persino gli home less sono spartiti. Va un po’ meglio in via Sestri dove alcuni anziani sono in fila a prendere il pane davanti ai forni aperti.
le uniche postazioni affollate sono i super mercati, persino i negozi etnici, aperti, sono deserti. Tabula rasa davanti ai benzina (traffico genovesi ai limiti) con pochissimi clienti a rifornirsi di benzina, gpl o gasolio.
Colpisce la situazione alla Fiumara a Sampierdarena: aperti solo la ILIAD (compagnia telefonica francese a basso costo) ed la farmacia assieme al Conad, da ieri chiuso il primo piano e gli accessi al centro commerciale negli altri piani dei parcheggi.
La situazione non muta al centro commerciale della val Bisagno tra Pontecarrega ed i macelli di Ca’ de Pitta: aperta solo la Iper Coop, con i cassieri che lavorano con le mascherine ed i guanti.
E mentre i bus Amt viaggiano con una media di tre / quattro persone a bordo, i tassisti non hanno lavoro o non si azzardano a lavorare: davanti alla stazione Principe ve ne sono appena due. A Brignole tre. Zero a Sampierdarena piazza Vittorio Veneto davanti al bar Roma (Covo dei tifosi sampdoriani), zero in piazza Sturla, uno in piazza Corvetto, zero a Manin e zero a Staglieno. Solo le edicole aperte danno un po’ di allegria ad buna città che non ha più il buon gusto di avere il caro amato quotidiano in mano.

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