Amt, bus tagliati di un quinto. Rivolta nelle fabbriche

Bus Amt tagliati di un quinto delle corse visti i pochissimi utenti sui mezzi pubblici (adottato l’orario sabatale). Postini privati (Tnt hanno le mascherine, gli unici fino ad ora, ma mancano alla Gls, alla Bartolini ed alla Ghd) in rivolta in quanto lavorano in condizioni a rischio senza la mascherina. E poi autisti Amt che ad ora sono in trincea, ma un nuovo focolaio di rivolta si alza dagli operatori ecologici dell’Amiu che lamentano una condizione di pericolosità al contagio e sono pronti allo sciopero. Quindi il capitolo operai: all’ArcelorMittal di Cornigliano si surriscalda il clima, in quanto il gruppo indiano non avrebbe sanificato gli ambienti di lavoro (docce, spogliatoi, cucina, attrezzi di lavoro) promessi, e nemmeno distribuito le mascherine all’ingresso, ma solo controllato la temperatura con personale medico ai dipendenti. Quindi, si va verso un incrocio delle braccia promosso da CGIL, CISL e UIL sulla scia di quanto avvenuto nello stabilimento di Novi Ligure. Alla Fincantieri i lavoratori si sentono beffati dall’azienda giuliana, in quanto sono stati messi in ferie forzate per 15 giorni. E non in cassa integrazione come suggerito dai sindacati.
Un altro fronte è quello dei porta pizze (aperte le pizzerie al taglio a Genova, ma non si può consumare la pizza sul posto) o dei porta cibo in bici, bici elettriche e moto. Infatti, anche loro lamentano l’alto rischio di contagio lavorando all’aperto senza mascherine.

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