Sfoglia il giornale in edicola, no alla versione pdf!

L'edicola tra via Sant'Ugo e Salita della Provvidenza, zona Principe

L'edicola tra via Sant'Ugo e Salita della Provvidenza, zona Principe

In questi giorni di barricate in casa, con le persone che forse stanno riscoprendo il valore della famiglia (si spera), fanno discutere le catene via whastapp di giornali da leggere, in particolare quotidiani, lanciati in versione pdf che danneggino la categoria degli edicolanti (già in ginocchio per colpa del dilagare di internet, dei social e dei “finti” giornalisti che si arrogano la verità della notizia), bastioni del quartiere, sentinelle per molti cittadini anziani mai così soli in questi dannati tempi di Coronavirus, baluardo dell’informazione democratica e plurale di questo paese.
E poi vuoi mettere un giornale sfogliato tra le mani, il profumo della carta, le vecchie tradizioni di una volta, la corsa all’acquisto, con una fredda versione in pdf da sfogliare sull’immancabile cellulare di ultima generazione? Il poter conservare il giornale in bacheca, magari con un articolo ricordo interessante da far gustare ai propri nipotini, quando il giornale non esisterà più?
Insomma, chi invia il giornale in versione pdf (in Liguria, in particolare, il danno maggiore riguarda chi invia “Il Secolo XIX”, ma si inviano anche i quotidiani sportivi ed i principali nazionali, ora ultimamente anche i settimanali) in queste stupide catene commette una serie di errori, anche punibili: diffonde informazione gratuita a scapito degli edicolanti (o anche bar e tabacchini che vendono i giornali), a scapito dei colleghi giornalisti, dei fotografi, degli editori, dei distributori e dei stampatori.
Non nascondiamoci dietro la solita frase scontata del “Ma che male ho fatto?”. Per risparmiare un euro e trenta centesimi, la si mette in quel posto a tanti che sudano per lavorare. In passato, non sono mancate le denunce in questo settore.

Pin It

GenovaSì TV

Notizie

Cultura

Spettacoli

Sport