Un’altra domenica da deserto assoluto: gente esausta a casa

I portici di piazza Rossetti, alla Foce: deserti

I portici di piazza Rossetti, alla Foce: deserti

Ieri pomeriggio il sindaco di Genova Marco Bucci ha monitorato la città, nei principali punti: da via Sestri, alla passeggiata di Pegli, passando poi dal porto antico, centro, corso Italia e Boccadasse. Pochissima gente in giro, alcuni con i cani a passeggio, ma sempre nella propria zona, rispettando le regole imposte dal decreto Ministeriale.
Ma se ieri mattina si era visto un certo preoccupante assembramento in piazza Goffredo Villa a Castelletto, sul ponte di Castelletto dalla Doro, in via del Lagaccio in più punti, dalla Ceis di Dinegro, in piazza Manin, e poi a Villa Gavotti a Sestri Ponente, davanti alla stazione dei treni di Pegli, oggi niente. Una città muta, morta, fantasma. Appena qualche persona a portare il cane a fare i bisognini, zero runner (solo uno in corso Dogali si vedeva) e tanta paura e distanza di sicurezza tra tutti i cittadini genovesi.
Oggi, a parte qualche auto vista in giro in mattinata (ma sempre con una sola persona a bordo), e moto ancora meno, ecco nel pomeriggio zero traffico in ogni angolo della città. La passeggiata di Nervi pareva una strada fantasma; il Righi (che avrebbe registrato il pienone oggi, prima domenica di primavera, ma con nuvole) con nessun pic nic e nessuna birretta sorseggiata; il centro pauroso, le stazioni vuote, i bus con al massimo un passeggero, solo nei caruggi sbuca ogni tanto qualche straniero che parlotta con un compaesano, uno dalla finestra, l’altro per terra. Visti alcuni bambini in bici (vietato, ne pagano i genitori le conseguenze) al Biscione a Marassi Alta, così come al Cep, a Begato o alle Lavatrici, insomma, periferia pura.

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