Il borsino, dalla A alla Z, del Coronavirus in Liguria

A: come ASL. Mai come in questi giorni, non si sente che parlare di Asl 1 (Imperia), ASL 2 (Savona), ASL 3 (Genova), ASL 4 (Tigullio), Asl 5 (La Spezia).
B: come il sindaco di Genova Marco Bucci, che nel fine settimana si trasforma in sceriffo della città e monitora gli angoli di della Superba per osservare se i cittadini sono a casa.
C: come cartolerie. Anche a Genova alcune di esse si stanno organizzando per effettuare consegne a domicilio di penne, colori e quaderni, mai così importanti come ora.
D: il verbo donare. A Genova non mancano le donazioni, le offerte ed i gesti spontanei. Ogni giorno al San Martino arrivano cibo, mascherine, gel e camici donati da vari enti.
E: come emergenza, anche in Liguria, nona regione più contagiata in Italia dopo Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Marche, Lazio e Trentino Alto Adige.
F: come finanziamenti, quelli erogati dal Governo ai vari comuni italiani e liguri sui bonus alimentari da distribuire alle famiglie più povere.
G: come Governatore, ligure, Giovanni Toti, Puntuale, ogni giorno al pari della Protezione Civile, il suo bollettino da ogni angolo della Liguria.
H: come hotel, requisiti in alcune regioni per assistere alle persone in quarantena, e quasi tutti chiusi a Genova.
I: come gli infermieri genovesi, eroici, sempre in trincea, in prima linea.
L: come Lanterna, simbolo di Genova, che in queste drammatiche settimane ha mutato spesso colore
M: come Madonna della Guardia, la protettrice della città di Genova; molti genovesi si sono affidati a lei per chiedere un miracolo.
N: come navi da crociera, ormai vuote e desolate, ormeggiate sulle banchine del porto genovese.
O: come ospedale San Martino, simbolo ligure di questo dramma Coronavirus.
P: come polizia, che monitora la nostra città dando quel senso di sicurezza importantissimo e controllando i cittadini genovesi in giro.
Q: come quadro. Sono tanti i genovesi che si sono messi a disegnare quadri a casa in tempi di Coronavirus, riscoprendo un antico passatempo.
R: come Righi. Mai stata così deserta come ora l’area verde e collinare del capoluogo ligure.
S: come Sottoripa. I portici davanti a Caricamento, da sempre brulichio di commercio e chiacchiericcio, di incontro e di scambio, sono desolatamente vuoti.
T: come taxi, sempre di meno in circolazione; sugli 800 e passa all’ombra della Lanterna, in funzione meno di cento.
U: come umore, pessimo, come quello dei genovesi in queste settimane, preoccupati da una crisi economica che si prospetta drammatica.
V: come il barattolo di vasellina del sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco, sulla quale ha scritto il nome del Premier Conte, nel mirino per gli scarsi contributi ai comuni italiani.
Z: come Zorro, la maschera di Carnevale vista da alcuni genovesi a fare la spesa alla Carrefour di piazza Goffredo Villa a Castelletto. Più che anti Covid19, ha fatto tornare un po’ il sorriso ai cassieri, costretti a turni massacranti.

Di Andrea Bazzurro

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