Spiagge in overbooking? Accesso negato a famiglie con bambini!

“Sta succedendo esattamente quello che avevamo detto sarebbe successo: accesso consentito alle spiagge libere solo a chi arriva prima.  E forse, sentendo le lamentele, non basta nemmeno essere estremamente mattinieri. Più di un mese fa avevamo sollevato la questione, temendo che si sarebbe leso il diritto di tutti di andare al mare. Soprattutto dei nostri bambini e ragazzi dopo 3 mesi di lockdown. Quel che è peggio, chi avrebbe dovuto trovare una soluzione sensata a tutto questo prima che si verificasse, ha semplicemente fatto finto di niente, preferendo investire tempo e risorse in altro. A livello regionale, ad esempio, al lancio di un’app non ancora attiva e per la cui operatività occorre aspettare il 1 luglio. Il qui e ora invece lo si ignora”, dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Fabio Tosi

“Questo purtroppo sarà solo uno dei tanti weekend in cui molte famiglie letteralmente dovranno gettare la spugna e rinunciare alla spiaggia, dando così una delusione cocente ai propri figli. In molti comuni liguri, gli accessi non sono contingentati. Si fa invece affidamento al senso di responsabilità dei cittadini. E quando occorre, gli steward comunali richiamano all’ordine. Non ci credete? Fatevi un giro a Sori. Certamente non tutti sono ligi ai richiami, ma questo non giustifica quanto sta accadendo”.

 

“E non si venga a dire che nelle spiagge c’è un “giusto turnover”. Non è vero! Chi arriva e trova posto, se ne guarda bene dall’andarsene dopo poche ore! Impraticabile e francamente offensivo poi che l’assessore comunale Gambino suggerisca, e nemmeno troppo velatamente, che chi risiede a Quarto, Quinto o Sturla vada al mare altrove. A Voltri, magari, se vuole essere certo di trovare posto in spiaggia. Ci dica piuttosto l’assessore Gambino: dove va lui al mare? Se ci va, la tiene d’occhio anche lui la app, per non rovinarsi la giornata? Va a Voltri? Se invece non frequenta i lidi, capiamo perché non comprende chi il mare lo ama e desidera viverlo”, conclude Tosi.

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