Un Bagnasco commosso saluta la sua Genova

Il maxi schermo che proiettava la Messa all'interno della Cattedrale

Il maxi schermo che proiettava la Messa all'interno della Cattedrale

Erano numerosi i fedeli in lacrime ieri pomeriggio, nel corso dell’ultima Santa Messa offiziata dal Cardinale di Genova Angelo Bagnasco. Fuori dalla cattedrale di San Lorenzo, tenuti a debita distanza dai volontari e dalle barriere arancioni, ecco il popolo dei cattolici genovesi, variopinto, con parecchi immigrati, di ogni età.
Dentro il Cardinale, commosso, più volte nel corso dell’omelia (22 minuti) ha singhiozzato col naso, a parlare in una predica toccante della sua vita, la scomparsa prematura del padre, la morte improvvisa della madre, il lavoro da operaio del babbo, quello da portuale del nonno (ecco perché la sua vocazione operaia). E poi ancora i suoi ricordi di una Genova lacerata dalle macerie della guerra, la sua gioventù tra via Ravecca, via Madre di Dio, piazza Sarzano. La sua gioventù nel seminario del Righi. Il suo addio da Genova, e poi il suo ritorno da Cardinale.
Una predica che ha abbracciato la sua città natale, affidata alla Madonna, una preghiera per il mare di Genova, un appello ai giovani, alle famiglie, ai lavoratori, agli anziani. E poi, l'urna con le ceneri di San Giovanni Battista, nel suo giorno, portate dal Cardinale in braccio davanti alla folla, che si è lasciata andare in un applauso durato un minuto e mezzo. E nel finale della Messa, i camerieri di un ristorante in piazza San Lorenzo che preparavno i tavoli. Il mondo cattolico e laico a confronto, gomito a gomito.

Di Andrea Bazzurro

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