Vaccini somministrati, Liguria quasi fanalino di coda

“Dai banchi della maggioranza, non sono mancate le critiche alla nostra richiesta di convocare un consiglio monotematico sulla sanità. Era davvero necessario? Noi convintamente diciamo di sì. Perché? È ora di fare chiarezza. Doveroso rispondere ai quesiti dei cittadini che non capiscono il perché di determinate scelte e che, diciamocelo, devono fare troppo spesso i conti con problematiche che impediscono loro di ricevere cure e soprattutto risposte sulla gestione della pandemia. Cittadini a cui non bastano più le rassicurazioni quotidiane del presidente e che sanno bene che la Liguria è alle prese con una campagna vaccinale tutt'altro che soddisfacente”. 

Lo dichiarano il capogruppo regionale Fabio Tosi e il consigliere regionale Paolo Ugolini intervenendo in Aula in apertura di Consiglio. “Come M5S, a inizio legislatura avevamo accolto l'invito del presidente a essere collaborativi in materia sanitaria. Era ed è doveroso, vista l’emergenza. Per per farlo abbiamo anche bisogno che la maggioranza ci ascolti senza preconcetti. Le proposte fatte a oggi, sono state avanzate ascoltando i cittadini. C'è un virus che sta stravolgendo le nostre vite. Un virus che non guarda a questo o quello schieramento politico. Se ne infischia dei selfie e dei proclami e delle promesse”. 

“La Liguria, benché si dica altrimenti, continua a essere fanalino di coda d'Italia per quanto riguarda la campagna di vaccinazione. I dati ufficiali (aggiornati al 20 marzo) confermano che facciamo meglio solo di Calabria e Sardegna. Lo sappiamo che non è una gara, ma la domanda è lecita: perché la Liguria è ferma al 69% delle dosi? Delle 300.920 dosi consegnate, perché ne sono state inoculate meno di 208.000? Perché gli immunizzati con la seconda dose del siero sono poco più di 69.000? Che dire poi della ripresa delle vaccinazioni, dopo il via libera per Astrazeneca? Nella nostra regione è stata lenta: venerdì sono stati vaccinati solo 300 liguri. Riusciremo a colmare il gap e vaccinare quanti più liguri possibile? E comunque, che cosa ci frena? Manca il personale?”, chiedono i pentastellati. 

“Recentemente – ricorda Tosi -, il presidente di Regione ebbe a dire: “a me le classifiche non interessano”. Dichiarazione che francamente mi fa sorridere, perché se fossimo invece una regione modello e non la terz'ultima d’Italia, Toti avrebbe comunicato il dato con tanto di fanfara! La dichiarazione sul non interessamento delle classifiche si è poi presto contraddetta con quella di pochi giorni fa: “siamo la prima regione ad aver sottoscritto un accordo con le farmacie”. Che dire in merito? Sorge un sospetto: pur non avendo nessun componente di “Cambiamo!” in ruoli di Governo, credo che qualcuno abbia spifferato che il Governo si accingeva a siglare un accordo nazionale con i farmacisti. Accordo che il Governatore ha subito fatto suo con conseguente lancio di comunicati e post gongolanti”. 

“Nel mentre, che cosa si è fatto per gli ultravulnerabili? Penso ad esempio ai pazienti oncologici in cura all'Ist che non possono fare il vaccino anti Covid-19 direttamente all'istituto che li ha in cura. In merito, raccogliendo proprio le testimonianze di questi malati, avevo avanzato una proposta: considerato che le loro cartelle cliniche sono in mano agli operatori che li curano, chiesi che Regione e A.Li.Sa prevedessero che potessero vaccinarsi direttamente nell’istituto o ambulatorio di riferimento. S’è fatto? Macché! E a oggi tutto tace”. 

“Che dire poi dei pazienti fragili? Altre Regioni da tempo si stanno dotando di tutti gli strumenti per poter rafforzare la campagna, per renderla più tempestiva e capillare. E procedono speditamente. In Liguria, si registrano invece casi di prenotazione degli over 80 durante l'estate: se il buongiorno si vede dal mattino, questa è una pessima notizia perché viene da chiederci allora quando saranno immunizzate le altre categorie… Nel 2022? Con questi ritmi, temiamo che la data dell’immunità gregge della Liguria la vedremo nel 2023!”. 

“Anche sulla campagna di vaccinazione degli insegnanti, rispetto ad altre realtà, siamo molto più indietro: ne abbiamo vaccinati 2.347. Sono pochi? Sono tanti? Paragonato ad altre regioni, è un dato sconcertante: meglio di noi persino il Molise che però ha 1/5 della nostra popolazione. O l'Umbria o ancora le Marche, che ne hanno la metà rispetto a noi eppure viaggiano su doppia cifra per vaccinati nel comparto scolastico. Volendo cercare un paragone con una regione simile alla nostra per popolazione, c’è l’Abruzzo: l'ultimo dato per personale scolastico vaccinato in quella regione è pari a 23.578”. 

“Alla Giunta oggi chiediamo anche: quante persone hanno disdetto le prenotazioni per la somministrazione di Astrazeneca? E quante dosi sono disponibili per ogni singola casa farmaceutica? Stando al dato aggiornato a questa mattina, tra Pfizer, Moderna e Astrazeneca in Liguria sono disponibili poco più di 88.000 vaccini”. 

“Oggi, è il giorno delle risposte – continuano i pentastellati -. Inaccettabile che i confronti con l’Assessore alla Sanità siano stati sfuggenti e/o impossibili. La settimana scorsa, ad esempio, avevamo chiesto un incontro con i capigruppo, ma Toti non si è presentato. Nelle ultime Commissioni Sanità o l'abbiamo visto per un’oretta o ha delegato un suo collega di Giunta. Questo atteggiamento fa passare l'idea che al Governatore in carica della Liguria alla fine interessi poco. Così come sorge il sospetto che non sia in grado di ricoprire tutti gli incarichi che ha tenuto per sé”. 

“Grave che non siano state accolte nemmeno le nostre richieste di confronto con chi ricopre ruoli apicali nella sanità ligure: a nome dei 4 capigruppo della minoranza, il vicepresidente della Commissione Sanità chiese un incontro sia ai vertici sanitari, sia a chi gestisce la programmazione vaccinale. Ma ad oggi non se n'è fatto nulla: questa situazione è inaccettabile. Alla faccia della sbandierata trasparenza!”, conclude Tosi.

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