Una Pasqua deserta a Genova e sulle spiagge

La spiaggia di Quinto deserta nel giorno di Pasqua

La spiaggia di Quinto deserta nel giorno di Pasqua

Seconda Pasqua di fila in lockwdown per Genova e la Liguria, e chi l'avrebbe mai detto che gli effetti del Covid potessero essere così devastanti. Sia in termini pandemici (con le terapie intensive a livello di guardia), che in termini economici, con migliaia di cassa integrati sul territorio locali, licenziati, persone in smart working da quasi un anno, studenti che quasi non hanno assaporato il ritorno in classe per via del DAD (acronimo di Didattica a Distanza), sportivi lontani dai campionati o tornei e senza la verve per la mancanza dello spirito agonistico.
Insomma, un quadro devastante, a questo aggiungiamo una città deserta per Pasqua. Pochissime auto tagliano la Sopraelevata, centro senza una anima viva, solo a Sampierdarena si anima un po' per la presenza della comunità ecuadoriana, così come a Certosa per i nordafricani e gli albanesi e rumeni. 
Controlli in vari punti del capoluogo ligure, parchi interdetti, spiagge transennate, passeggiate a mare vietate. Insomma, una Pasqua a casa per i genovesi, con il turismo ridotto all'osso e ormai vero capro espiatorio, parrebbe, assieme ai ristoratori e negozianti, di questa pandemia da Covid19.

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