La Lodi (Pd) sulla grande distribuzione a Genova

A seguito delle recenti notizie sull’apertura di nuovi supermercati a Sestri Ponente e a Nervi, interviene la consigliera del Partito Democratico Cristina Lodi: «Da Ponente a Levante, il Comune prosegue nella sua opera di implementazione delle grandi superfici di vendita, senza valutare scelte politiche commerciali sostenibili né condizioni ambientali e urbane accettabili, come si può vedere per esempio dall’ecomostro costruito nella zona di Dinegro.  

Nell’ultimo anno, i dati rilevati da Ispra e dal Sistema nazionale per la protezione ambientale (Snpa) stimano che nuovi cantieri, edifici, insediamenti commerciali, logistici, produttivi e di servizio, infrastrutture e altre coperture artificiali siano aumentati di circa 15 ettari ogni giorno. Non dimentichiamo che l’obiettivo europeo prevede l’azzeramento del consumo del suolo al fine di garantire una ripresa sostenibile dei nostri territori. 

Le piccole medie grandi distribuzioni non sono il nemico e sono previste dai piani urbanistici, sempre se vengono legittimate all’interno di un piano urbanistico cittadino commerciale armonico e pensato a tutela di tutte e tutti coloro che investono in città. L'attuale PUC vigente, è stato calpestato da questa giunta, che crea fratture e non alleanze con la città. Oggi più che mai è necessario ricreare tra la città e il commercio un’alleanza strategica e capire come organizzarlo in maniera sostenibile per evitare di far perdere posti di lavoro costruendo lo anche a partire dalle esigenze dei consumatori, all’interno di un quadro complessivo di crisi economica unico negli ultimi vent’anni. 

Questa giunta continua a creare fratture tra la città, c’è necessità di riconnettere e riqualificare i rapporti, soprattutto in un’ottica di priorità. Credo che serva un urgente piano del commercio in cui associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, sociologi, economisti, associazioni dei consumatori, assessorato all’Urbanistica e al Commercio si mettano attorno a un tavolo, prima che davvero sia troppo tardi per il piccolo commercio e non solo. Ricordiamoci che parliamo di posti di lavoro e anche di presenze qualificanti per territori che rischiano di diventare buchi neri».

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