Restiamo Liberi, veglia in via Galata (centro città)

La veglia di oggi in via Galata

La veglia di oggi in via Galata

Cinquanta persone hanno partecipato questa sera in via Galata a Genova alla veglia silenziosa “Restiamo liberi”, testimonianza pubblica per la verità sulla natura umana e contro la legge Zan sulla cosiddetta “omotransfobia”. Molta gente si è fermata, interrogata da un popolo ordinato e pacifico, il cui silenzio scuote più di ogni parola.

«Nel pieno di una crisi economica e sociale senza precedenti – ha detto il portavoce nel discorso iniziale -, con milioni di famiglie ed imprese in enorme difficoltà, il Parlamento, nel silenzio generale, inizia giovedì la discussione in aula, alla Camera, del ddl Zan.

Il testo punisce con multe e carcere le violenze e discriminazioni nei confronti di chi prova attrazione per lo stesso sesso o di chi vive con disagio il proprio sesso biologico. Ma il nostro ordinamento già punisce qualsiasi tipo di violenza, anche con le eventuali aggravanti.

Inoltre, discriminare significa trattare in modo diverso, e non è sempre sbagliato. È sbagliato escludere gli uomini dalle gare femminili? Con il ddl Zan, dichiararsi contrari alla legge sulle cosiddette unioni civili o all’educazione gender nelle scuole o affermare – come la scienza insegna – che nessuna persona può realmente cambiare sesso, saranno considerate “affermazioni omofobe” e saranno quindi passibili di denuncia e relativa condanna. In gioco quindi c’è la libertà di espressione, ma soprattutto la possibilità di affermare pubblicamente la verità sull’autentica natura dell’uomo.

Come da copione, l’iter della legge è accompagnato dalla grancassa dei mass media, che negli ultimi mesi hanno riportato diversi episodi di presunta violenza classificandoli come “omofobi”. Oggi, senza il ddl Zan, episodi di violenza rischiano forse di restare impuniti? No, secondo il codice penale in vigore. Giova anche ricordare che, alla prova dei fatti, molti di questi avvenimenti si sono poi rivelati inconsistenti: fake news strumentali. Perché, allora, legiferare ulteriormente?

E’ chiaro che il ddl Zan è un testo funzionale alla repressione del dissenso: si punirà (e poi si “rieducherà” come previsto dal testo stesso) chi si esprime in modo “non allineato” sui temi della famiglia, del matrimonio e dell’identità umana.

In un tempo in cui la vita pubblica (e non solo pubblica) è severamente limitata, il testo avanza in Parlmento a tappe forzate. Non siamo miopi. In un momento drammatico per il popolo italiano, e non solo, l’èlite al potere pretende di modificare i comportamenti che considera non conformi al nuovo corso, per promuovere solo quelli considerati positivi, come l’aborto fai da te a casa tramite la pillola Ru 486.

Inoltre, alcuni deputati di Pd, M5S, Leu e +Europa hanno presentato alla Commissione Cultura della Camera una proposta di legge initolata «Disposizioni per la promozione della diversità e dell’inclusione nei libri scolastici nonché istituzione di un osservatorio nazionale». L’osservatorio pro-gender controllerà i libri scolastici, e metterà alla gogna e correggerà gli editori che presentano testi non abbastanza “diversi” e “inclusivi”, cioè non in linea con l’ideologia lgbt, alla faccia dell’asserita diversità».

L’appello finale è perchè «chiunque abbia a cuore la libertà nel nostro Paese si alzi in piedi adesso, in piazza come nella vita. A chi si sente scoraggiato dalle circostanze, ricordiamo che non c’è legge positiva che possa cambiare la verità della natura umana, e che questa prevarrà sempre! Alla politica, il popolo di #restiamoliberi chiede a gran voce di cestinare il ddl Zan. All’opposizione, chiediamo una presa di posizione netta e un NO compatto al momento del voto. Alla maggioranza, chiediamo di fermarsi poiché la libertà di espressione non ha colore politico e riguarda tutti. Al Presidente della Repubblica, chiediamo una vigilanza concreta, affinché non permetta l’approvazione di un testo che va contro la Costituzione.» 

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