Il personale sanitario chiede una maggiore attenzione

“Come M5S, in questi 5 anni in Regione, abbiamo sempre sottolineato la necessità di un ampliamento del personale infermieristico di tutti i nostri nosocomi, oltre che un maggiore riconoscimento dell’organico esistente. Ma non solo: abbiamo anche più volte messo in luce che oltre a infermieri e ovviamente medici, in Liguria vi è la necessità di prestare una maggiore attenzione anche alle figure dei tecnici sanitari delle discipline loro collegate tra cui radiologia, fisioterapia, ostetricia, ortodonzia, logopedia, psicologia. Un universo professionale che spesso tende a essere messo in secondo piano e che invece, soprattutto in questi mesi di emergenza, è stato dispiegato in forze negli ospedali liguri e del cui impegno e abnegazione abbiamo ricevuto ampia panoramica in occasione di una recente audizione”, fa sapere il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ligure, il savonese Andrea Melis

Che poi spiega: “Sono state certamente numerose le professionalità sanitarie “tecniche” impegnate nella gestione dell’emergenza, ma se n’è parlato meno e soprattutto si è parlato poco delle difficoltà che hanno dovuto affrontare, soprattutto nella fase inziale della pandemia, a causa delle quali sono stati esposti al rischio del contagio al pari del personale infermieristico e medico. Ora che ci siamo lasciati alle spalle la fase acuta della malattia, si fa pressante nei nostri ospedali la necessità di recuperare il pregresso specialistico: analisi, visite, sedute terapiche erano state infatti messe in stand-by. Per evadere le lunghe liste d’attesa (nella sola Asl2 savonese si parla di ben 800 esami arretrati!), per il personale sanitario ora si profilano all’orizzonte turni impegnativi, con straordinari massicci, in assenza peraltro di un doveroso periodo di riposo post emergenziale”. 

“In occasione dell’incontro che si è tenuto a fine maggio con una rappresentanza di tecnici radiologi, abbiamo appreso che, al netto della non facile gestione dell’emergenza che ha purtroppo portato anche a commettere alcuni errori, con il profilarsi degli straordinari la categoria rischia un carico di lavoro cui auspichiamo corrisponda poi un riconoscimento equo”. 

“Concludendo, è indubbio che la Sanità regionale debba tenere conto di questi aspetti: non basta ringraziare gli operatori sanitari, definendoli eroi. Serve ben altro: vanno maggiormente attenzionati risorse, organici e indennizzi, oltre a una corretta premialità per le eccellenti professioni sanitarie regionali, come giustamente hanno chiesto ad esempio le delegazioni infermieristiche da tutta la Liguria nel presidio che si è svolto oggi in piazza De Ferrari”, conclude Melis.

 

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