Bando ospedali, disastro per la sanità savonese

L'ospedale

L'ospedale "San Paolo" di Savona

SAVONA. La realtà messa a nudo dai giudici amministrativi è devastante e conferma tutti i dubbi e le preoccupazioni che il Pd ponentino per bocca dell’Onorevole Franco Vazio avevano manifestato in tempi non sospetti: una gara viziata e distorta in totale dispregio del pubblico interesse, con eccessi di discrezionalità, sia per la poca trasparenza e sia per le impari condizioni per i partecipanti.

Vazio va all'attacco del centrodestra regionale e del modello del suo assessore alla Sanità, la leghista Sonia Viale: "Era un pasticcio evidente a tutti, dove i privati avrebbero potuto cambiare la destinazione dei nostri ospedali, scegliere le discipline più remunerative, chiudere reparti, trasferire cose e specialità da un ospedale ad un altro. Ora sappiamo però che anche i numeri forniti dal soggetto che si era aggiudicato la “gara” erano per così dire “spettacolari”: 23 milioni di ricavi ipotizzati per cittadini paganti, di cui 16 milioni per ricoveri e 7 milioni per prestazioni ambulatoriali. Numeri stellari e irraggiungibili anche dalla più avviata e storica struttura sanitaria privata ligure!

Mi verrebbe da dire “alla faccia della gestione pubblica della sanità ligure…”.

E l’assessore Viale, si rifiuta ancora di incontrare i nostri sindaci e amministratori; una vergogna senza eguali.

Ora la sentenza del TAR Liguria mi dà ragione e mette la pietra tombale su un certo modo di fare politica e gestire la sanità, che ha come unico scopo quello di privilegiare “il privato”. Soprattutto in mesi e settimane in cui tutti hanno visto la fondamentale importanza della sanità pubblica e lo straordinario lavoro dei medici e degli infermieri che proprio nel pubblico hanno salvato la vita dell’Italia e degli italiani.

Questa sentenza mette a nudo la disfatta colossale della Giunta regionale.

Gli ospedali di Albenga e di Cairo sono avviati al disastro: non possono assegnare a chi ha vinto la gara in quanto annullata e non si può neppure farne una nuova perché la sentenza non è definitiva".

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