Cristina Cecconi (Fdi): "lavoro per portare a casa i risultati"

Cristina Cecconi

Cristina Cecconi

1) Siamo giunti al capolinea di questa breve, ma intensa ed anomala campagna elettorale: su cosa hai basato il tuo modus operandi?

“Il mio modus operandi è quello di sempre. Anche in occasione della campagna elettorale, sono rimasta la stessa ovvero una persona che parla il minimo indispensabile ed impiega il proprio tempo a lavorare e portare a casa risultati. Ho cercato, molto semplicemente, di ricordarmi delle cose che ho visto in questi anni e che non mi sono piaciute e non mi piacciono della vita a Genova e nella sua provincia: quelli che voglio cambiare. In questi ambiti, legati spesso alla mia attività di volontariato in Croce Rossa durante l'emergenza Covid, ho cercato di capire, con i diversi tipi di operatori coinvolti (medici, soccorritori, infermieri, volontari,ecc.), le possibili soluzioni da proporre in Regione. L'ascolto di questi e altri problemi come delle soluzioni proposte da chi li vive tutti i giorni è stato il mio metodo di preparazione di un programma per la mia eventuale elezione. Naturalmente la gente che ho incontrato ha segnalato molti altri temi ed ho cercato di prendere nota di tutto”.

2) Se sarai eletta, nei fatidici primi cento giorni in piazza De Ferrari, quali saranno le tue mission ?

“Se da un lato gli aspetti sanitari, ordinari e straordinari, saranno una parte centrale, il mandato ricevuto dagli elettori incontrati include anche il lavoro, l'associazionismo, i problemi di varie categorie a rischio particolare che vanno dagli anziani ai nuovi poveri, creati da una crisi economica senza precedenti, davanti la quale la Regione e l'Italia paiono essere disarmate, ma alla quale si deve reagire con determinazione”.

3) Tutti i media danno un Toti già vincente al primo turno: per te è vero?

“Sta in dati evidenti, semplicemente nella scelta suicida della sinistra: da un lato di dividersi, dall'altro di scegliere un candidato che non rappresenta tutta la sinistra e determinerà non solo la sconfitta della sinistra, che potrebbe essere accettata se venisse dal motivo della decisione popolare, ma diviene particolarmente grave, per gli stessi elettori di sinistra, quando avviene sulla base della incapacità, che significa una sconfitta ancora più radicale, di scegliere un candidato adeguato e condiviso: cioè l'aver perso ancora prima del confronto.

4) Centrosinistra diviso tra Sansa e Massardo, ma blindato con il Movimento 5 Stelle. Può essere un vantaggio o uno svantaggio?

“Questa scelta suicida si può attribuire soltanto alla continuazione delle faide che si protraggono da anni nel PD ligure, le stesse che hanno avuto un peso non secondario nella vittoria del Sindaco Bucci, e che non è stata ripetuta dal PD in nessuna altra regione. Il fatto poi che il M5S sia diviso con la candidatura di 3 persone provenienti o vicine al movimento e contrapposte (Sansa, Salvatore e Cassimatis) segna, prima in Liguria, la fine definitiva di un tentativo, per certi versi innovativo, di cambiare la politica italiana, finito in modo inaspettato e risibile con l'accordo col suo maggiore antagonista morale, non solo politico, ossia il PD”.

5) Fra cinque anni di consiglio regionale, dove ti vedi?

“Fra cinque anni spero solo di aver meritato la fiducia dei miei elettori, non posso sapere in anticipo in quali settori otterrò, se eletta, i risultati migliori. Certo è che la mia passione prevalente, quasi una vocazione, è il volontariato: quello sanitario e della protezione civile in particolare, con i molti insegnamenti ricevuti nella Croce Rossa Italiana, in anni di impegno, e dove le competenze regionali sono sempre maggiori, anche alla luce della riforma del terzo settore e del prossimo varo del Registro Unico regionale.”

6) le istanze dei tuoi elettori e dei cittadini quali sono stati? Cosa ti hanno chiesto?

“Ho incontrato in questi due mesi di campagna elettorale centinaia o forse migliaia di persone, specie in questa ultima fase, la più frenetica. Tra tante persone, per una questione statistica, è inevitabile incontrare una rassegna completa dei problemi della nostra società, molti non di diretta competenza regionale, seppure molto ampia: va dai Papà e Mamme Separati alle varie categorie di persone in difficoltà, sia per motivi lavorativi ed economici, che sanitari o di anzianità; ho incontrato cittadini spaventati o arrabbiati dalla immigrazione disordinata e irregolare, con maggiori risorse dedicate a stranieri in difficoltà che non agli italiani in difficoltà, quanto comunità straniere perfettamente integrate e in grado di offrire un servizio utile alla nostra comunità. Complessivamente quello che emerge è, certamente, che da grande nazione europea stiamo rischiando, per l'insipienza di chi ci governa, di diventare una nazione del terzo mondo.”

7) La sanità ligure esce più forte o più debole da sei mesi di Covid ?

La sanità ligure sta riflettendo attentamente su quanto è successo: ad iniziare dai protocolli di intervento sui colpiti dal Covid, sulla mancanza di un coordinamento nazionale in grado di esaminare i dati e rettificare i protocolli con sufficiente velocità, velocità che avrebbe consentito di salvare molte vite, spesso degli stessi operatori sanitari, colpiti in massa, come il mio amico fraterno Franco Capri del Galliera, che è morto, lasciando più soli non solo i suoi famigliari, ma anche la comunità politica che ha espresso la mia candidatura e che per ricordarlo ha fondato una Organizzazione di Volontariato, Giustizia Sociale “Francesco Capri”. Se dovessi sintetizzare estremamente il senso della mia candidatura potrei anche dire: per capire cosa è veramente successo nella Sanità ligure durante l'emergenza del Covid, che cosa è successo a Franco Capri, avendo visto morire, tante, troppe persone”.

Pin It

GenovaSì TV

Notizie

Cultura

Spettacoli

Sport