Carlo Cigolini: “Ecco chi appoggiamo alle regionali”

Carlo Cigolini

Carlo Cigolini

Carlo Cigolini, presidente ligure del Circolo Pro Vita & Famiglia di Genova, spiega il suo punto di vista sulle regionali di questo fine settimana:

“In vista delle prossime elezioni regionali Vi aspettate come al solito qualche indicazione da noi. Ve ne diamo due. 

La prima è ovvia: per chi sostiene i nostri valori, e cioè la vita, la famiglia, l’antropologia naturale, le libertà costituzionali,  è semplicemente improponibile un voto ai partiti della attuale coalizione governativa giallo rossa. In allegato trovate una immagine con una sintesi degli obbiettivi antropologici del PD, condivisi dal M5S e dalla sinistra in genere, che li rendono totalmente inaccettabili per chi abbia una visione valoriale fondata sul diritto naturale.   Per giunta Il PD non è nemmeno più il partito di una volta  dei cosiddetti lavoratori (cosiddetti, perché anche le casalinghe e gli autonomi sono lavoratori), ma è diventato il partito delle banche, delle lobby farmaceutiche, delle multinazionali che controllano la stampa main stream per farci credere quello che vogliono, dell'occupazione selvaggia degli spazi nelle istituzioni, nella magistratura, nella scuola, nell’università , nella sanità,  nel parastato. Quanto di più ripugnante per le persone oneste. Riteniamo utile ribadirlo, perché purtroppo c’è ancora chi non vuole prenderne atto,  anche nella Chiesa.

 

La seconda è altrettanto ovvia: ristretto il campo ai partiti del centro destra, e quindi a quelli che sostengono la candidatura a presidente della Regione di Giovanni Toti,  potendo fortunatamente  in queste elezioni ancora esprimere voti di preferenza, tra tanti candidati noti e meno noti, amici o amici di amici, simpatici o sponsorizzati, è meglio individuare qualcuno che nei fatti, e non solo a parole o con la formale adesione a manifesti valoriali che poi rischiano di lasciare il tempo che trovano, si batta per la difesa dei nostri valori con competenza, professionalità e dedizione.

 

In quest’ottica ed a mo’ di esempio  vogliamo ricordarVi innanzi tutto un FATTO di cronaca  che ha riguardato proprio la città di Genova ed una persona che ne è stata protagonista.

 

A novembre 2018 il tribunale di Genova aveva ordinato al sindaco di iscrivere all’anagrafe una bimba, nata a seguito di fecondazione artificiale eterologa  su commissione di due donne,  come “figlia di due madri”. Non era un caso isolato. In realtà era in corso tutta una serie di azioni analoghe   volte ad ottenere degli ordini “creativi”  della  magistratura a carico del sindaco quale ufficiale di stato civile, per usare l’anagrafe per far passare come (seconda) mamma una donna che era semplicemente una amica “particolare” della mamma,  legittimando così un tipo di famiglia senza il padre.

Questi provvedimenti carichi  di ideologia  venivano ovviamente cavalcati dai movimenti LGBT come una conquista, col supporto di buona parte della  stampa allineata al pensiero unico.

In questi casi, per una amministrazione comunale che non voglia avere (altri) problemi sollevando proteste da parte delle solite minoranze chiassose ed organizzate, fortissima è la tentazione di adeguarsi al provvedimento del tribunale: “se l’ha ordinato un giudice, vuol dire che è giusto così, e nessuno potrà biasimarci  se facciamo come nostro malgrado ci è stato ordinato”.

E invece era profondamente sbagliato, non solo per il diritto naturale ma anche per il diritto positivo, perché prima dei capricci degli adulti  viene il diritto  dei bambini ad avere il papà e la mamma, che la legge italiana ancora  implicitamente riconosce.

 

Un consigliere comunale con delega all’avvocatura ed agli affari legali,  avvocato civilista  che vive del suo lavoro, cattolico, sposato  e padre di una bimba, ma soprattutto persona determinata e di buon senso, di sua iniziativa ha ritenuto suo dovere combattere contro questa tentazione e si è imposto, mettendoci la faccia e la sua professionalità: prima ha convinto la reticente giunta comunale ad appellare le decisioni del tribunale, e poi ha diligentemente seguito tutto l’iter della causa.

Così facendo sapeva di attirare su di sé l’odio di chi predica “love is love”, che infatti l’ha messo nel mirino.A giugno di quest’anno è stata pubblicata la prima decisione della corte d’appello  che ha correttamente riformato totalmente quella di primo grado emessa dal tribunale, riconoscendo che il comune aveva ragione nel  rifiutare l’iscrizione all’anagrafe della bimba come se fosse stata effettivamente  generata da  due genitori dello stesso sesso, cosa impossibile in natura.

 La notizia è stata accompagnata da reazioni scomposte da parte dei soliti ambienti che osannano la magistratura solo quando dà loro ragione.Questo consigliere comunale, che si è battuto per la legalità a sostegno dei diritti dei bambini,  si chiama Federico Bertorello, ed ora  è candidato alle elezioni regionali nel collegio della provincia di Genova con la Lega. Giudicate Voi se una persona così non meriti il nostro appoggio. 

La nostra associazione, senza nulla togliere ad altri validi candidati nostri amici (come ad es. Andrea Carratù o  Francesca Fassio  o  Francesca Corso della Lega,   Sergio Gambino o Paolo Repetto o Franco De Benedictis  nella lista di Fratelli d’Italia, Marta Brusoni nella lista di Forza Italia) ritiene di sì, e per questo vorremmo presentarvelo, in luogo di un incontro soggetto alle limitazioni delle norme anti covid.  Anche se Federico Bertorello non riuscisse ad essere eletto in regione, riteniamo che  una sua lusinghiera affermazione sarebbe comunque idonea a  rafforzare la sua posizione ed autorevolezza in consiglio comunale e che meriti perciò un sostegno forte da parte nostra.  

Come saprete si possono esprimere fino a due preferenze, purché a persone di sesso diverso, nell’ambito della stessa lista. Tra le donne candidate nel collegio della provincia di Genova nella medesima lista della Lega, e nuovamente senza nulla togliere alle altre candidate,  non c’è bisogno che Vi ricordiamo la nostra amica Francesca Fassio, che abbiamo potuto apprezzare direttamente mentre era assessore ai servizi sociali del comune di Genova  e che ha aderito con convinzione alla Compagnia di Ettore Vernazza o del Mandiletto odv attraverso la quale, come sapete,  contribuiamo a fornire sostegno alimentare ai poveri. Anche questo è un FATTO.Se sarà eletta in Regione, potrà mettere a frutto l’esperienza maturata sul campo ed  estendere la sua attività ad una platea più ampia e con maggiori risorse a disposizione. Per lei è in programma, oltre all’incontro di oggi alla Star Hotel con Costanza Miriano, un incontro la settimana prossima  presso Domus Cultura di cui vi daremo avviso.”.

 

 

 

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