A tu per tu con Federico Barbieri di "Più Europa"

Federico Barbieri di

Federico Barbieri di "Più Europa Genova"

1) Signor Barbieri, manca un anno alle Comunali a Genova e "Più Europa" cosa opterà? Corsa solitaria o appoggio al candidato del centrosinistra?
Anche se manca ancora un anno all’impegno elettorale, il gruppo Più Europa Genova sta già costruendo un programma preciso e completo, ascoltando i cittadini e mettendosi al loro servizio. Attualmente Più Europa fa parte di un progetto liberal-democratico a cui a me piace aggiungere la sfumatura “progressista” che risponde alle caratteristiche del governo attuale: concretezza e pragmatismo.
A livello cittadino non escludiamo alleanze, ma la nostra esigenza è una: NO al populismo. Se ci saranno candidati in linea con questa filosofia valuteremo un sostegno, altrimenti ne troveremo uno nostro.

2) L'onda lunga della giunta Bucci avrà ragione anche nel 2022? In fondo, in tanti, lo ricorderanno come il sindaco della ricostruzione del ponte Morandi.
Tirando le somme, anche se personalmente avrei fatto scelte diverse rispetto a quelle del Sindaco, devo riconoscere che la ricostruzione del Ponte Morandi è avvenuta rapidamente e ha saputo rispolverare quei caratteri “genovesi” che si stavano assopendo, parlo di tenacia e determinatezza.
Tuttavia però, mi domando se questa immane tragedia non abbia comportato un minore interesse per le periferie e i quartieri più fragili della città. Purtroppo a livello territoriale non si sono sviluppati progetti realmente ambiziosi e sono state invece troppe polemiche, i cittadini queste cose le mal sopportano…

3) Il terremoto a livello nazionale, nei vertici di Più Europa" potrà influire sullo scenario ligure?
Assolutamente no. Nei momenti di confronto con gli altri coordinatori e con il segretario dimissionario Benedetto Della Vedova sono stato molto chiaro. Il gruppo di Più Europa Genova lavora a testa bassa per portare progetti concreti alla città e ai suoi abitanti, non abbiamo intenzione di perderci in battibecchi, sarebbe come litigare sul colore delle pareti mentre stai costruendo le fondamenta del palazzo. Sono più che sicuro che dal prossimo Congresso uscirà un partito più solido e forte, visto che dello scambio di opinioni, anche se talvolta animato, abbiamo fatto la nostra forza.

4) Quanto sono rimaste le battaglie del vecchio partito Radicale di Marco Pannella nell'attuale forma di "Più Europa”?
Marco Pannella ha segnato la storia del paese ed è grazie a lui se l’Italia di oggi è un paese civile. Tuttavia, fatico a vedere una vera continuità con lo storico Partito Radicale, nonostante molte battaglie sui diritti civili siano state prese da noi in carico. Io vedo Più Europa come il nuovo che avanza, un partito innovativo ed ecologista, che unisca lo sviluppo tecnologico e industriale alla valorizzazione ambientale e alla tutela della cittadinanza.
Non a caso siamo votati dal 50% dei giovani sotto i 30 anni. Forse, questa, è la vera eredità pannelliana.

5) Un mix tra liberalismo e atlantismo di centrodestra, ed un laicismo esasperato ed una battaglia per i diritti civili di centrosinistra. Ma quale è la vera anima di "Più Europa"?Essendo laureato in Storia, la ringrazio per questa bella domanda. Vista l’enorme possibilità di crescita del nostro partito, non mi sento di darle una risposta completa, diciamo che in una prospettiva di medio periodo mi piacerebbe pensare a Più Europa come ad un partito sul 15% o poco più, con una identità plurale e magari divisa in correnti come la vecchia DC (come dice lei, atlantisti, radicali, ecc), tutti, però, parte del pensiero liberale… Personalmente, mi sento di classificare Più Europa come un partito Liberal-Progressista. Basta leggere alcuni scritti di Piero Gobetti o dei fratelli Rosselli per ritrovare i caratteri principali del partito, ma nel XXI sec.

Di Andrea Bazzurro

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