Garibaldi (PD): “Vaccini ancora in ritardo in Liguria”

“A domenica siamo sempre la terz’ultima regione in Italia per vaccini somministrati in rapporto alle consegne (che si basano su un principio: i vaccini sono proporzionali alle persone da vaccinare, non sono dati a caso) – attacca il consigliere regionale Democratico della val Fontanabuona - In più da giovedì scorso, metà regione è in zona rossa. Imperia e Savona sono state nei fatti chiuse perché il virus circola in maniera molto rilevante e la pressione sugli ospedali è altissima.
Una considerazione sulle modalità la voglio fare. Come già accaduto con la prima chiusura di Imperia Toti emette le ordinanze all’ultimo momento e con scarsissimo preavviso (quando lo faceva Speranza, con due giorni di anticipo, si scagliava contro il governo. 

Dal punto di vista dei vaccini, questa settimana è stato inaugurato l’hub della Fiera del Mare. Un centro annunciato con fanfare e la solita enfasi comunicativa come la soluzione principale delle vaccinazioni in Liguria. Una buona parte è affidato ai privati, che lo gestiscono quasi in esclusiva. Ma quello che colpisce è che da un lato si mette in campo una macchina di questo tipo e dall’altro si tagliano del 70% i vaccini ai Medici di Famiglia, costretti a riorganizzare la campagna lungo tutto il mese di aprile. 

Per tutti i ritardi e la mala organizzazione che stiamo quotidianamente vedendo e subendo, c’è bisogno di una netta accelerazione della campagna vaccinale regionale.
Metà degli over 80 non ha ancora ricevuto la prima dose di vaccino. Le chiamate da parte dell’ASL per i pazienti ultra fragili e per i loro caregiver ritardano. C’è tutta una rete territoriale, fatta di piccole Asl e piccoli centri di vaccinazione che non può essere messa da parte per fare posto al palcoscenico costruito alla Fiera del Mare. La campagna di vaccinazione avviata nelle farmacie non è assolutamente sufficiente e abbastanza capillare per risultare davvero utile.
Per questo la campagna va accelerata e riprogrammata, subito.


1. Completare entro aprile, la prima dose per tutti over 80.
2. Concentrarsi immediatamente sui dimenticati: soggetti ultra fragili, disabili, caregiver e di chi deve essere vaccinato a domicilio.
3. Organizzare una rete per i Piccoli Comuni e per l’entroterra.

Come coalizione di minoranza in Regione abbiamo elaborato tre proposte, che andrebbero subito prese in considerazione, che potrebbero davvero dare alla campagna quella svolta necessaria.”

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