La pazza estate del calcio dilettantistico genovese

Calcetto sì, calcetto no. Campo sanificato. Anzi, forse non è più necessario. Venire al campo con la mascherina, dottore a bordo campo, tamponi in segreteria, spogliatoi serrati, ognuno che si porti la propria borraccia, tribune vuote, campo chiuso, non effettuare le classiche partitelle, addio all’uno contro uno (ma nei giardinetti fioccano i match improvvisati all’ultima battaglia), per non parlare delle piscine, in spiaggia, sui bus affollati, sui treni, ove il distanziamento sociale è pura chimera. Un bollettino che assomiglia sembra più alla Waterloo del calcio dilettantistico ligure.

La lunga estate del contro senso, dell’ipocrisia italiana che non ha confini “sociali”, va in atto da mesi nella nostra amata Liguria. Mascherina in faccia (a coprire naso e bocca mentre si passeggia, ma al ristorante giù con la saliva che viaggia da un piatto all’altro!), guanti che non ne se ne vedono più, gente che si allontana di quattro metri se ti incrocia in una stradina stretta, e magari non ti saluta più!

Il patto di lesa maestà e reciproco rispetto tra le società dilettantesche liguri, mera carta straccia? Prima si decide di partire tutti assieme al primo settembre, ma nel frattempo, da levante a ponente, ecco i primi centri estivi che profumano di soccer, quindi il rompete le righe di altre società che scendono in campo con tutte le misure (tantissime e di difficile attuazione) del caso per evitare il contagio ai bambini sul rettangolo verde. Poi il bando di leva, i primi open day e via cantante nell’estate più pazza degli ultimi tempi. In un tira e molla che ha un po’ stufato, tra Ministeri romani in guerra tra loro, tra partite che si possono fare, poi non fare, e quindi fare. Tra regole che piombano in papiri di 180 pagine, palloni sanificati, passaggi a debita distanza ed il calcio mercato che impazza anche in tempi di Covid.

Ma se in Italia i dati continuano a scendere (unica nazione al mondo assieme alla Spagna, San Marino, Francia e Sud Corea, mentre in tutto il mondo avanza in maniera esponenziale), siamo poi così sicuri che il primo settembre partiranno le preparazioni, ad ottobre i torneini dei bambini, a novembre i campionati dei dilettanti assieme a quelli del settore giovanile, e dopo Natale i campionati (farsa, senza classifiche, infatti, sulla carta) delle scuole calcio? Non ne siamo così certi, tra vaccini in arrivo, lo spauracchio della seconda ondata dietro l’angolo a bussare con le sue vesti oscure, e mascherine sempre più abbassate e distanziamento sociale a farsi benedire.

Che qualcuno ce la mandi buona!

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