Le società dilettantistiche: "abbiamo urgente bisogno di aiuto"

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Il "Carlini" di corso Europa, un super impianto genovese

Con l’Accordo di programma tra Regione Liguria, Comune di Genova e Federazione Calcio Ligure, prima della pandemia, si era giunti alla riqualificazione di ben sei impianti di calcio genovesi; grazie alla Giunta comunale, la Società “Sport e Salute” ha stanziato contributi finalizzati alla riqualificazione di altri cinque impianti.  Un risultato “di squadra” senza precedenti, di cui nemmeno la sopravvenuta pandemia può oscurare i meriti. 

Oggi, travolti dagli eventi ci vediamo costretti a chiedere aiuto, visto il precario stato delle strutture calcistiche genovesi e vista la necessità di trovare soluzioni di finanziamento, anche pubblico, senza le quali non appare realistico risolvere i rischi e le conseguenze dell’emergenza che si sono sovrapposti alle criticità preesistenti.

Prima dell’emergenza avremmo ritenuto essenziali, in primis, gli interventi di rifacimento dei manti erbosi; adesso, prevale la preoccupazione per lo stato degli spogliatoi e delle strutture, elementi potenzialmente ”critici” per la salute delle persone, il cui benessere è nostro obiettivo e “oggetto sociale”.

In passato le soluzioni a qualsiasi problema di manutenzione degli impianti sono sempre state lasciate alla nostra creatività e al nostro spirito di iniziativa.  Oggi, andare avanti così sarebbe impossibile. Confidiamo che possa essere compresa la nostra condizione di associazioni dilettantistiche, che il sistema obbliga, contro ogni logica, ad agire con assunzione di responsabilità da società di capitali, patrimonialmente e giuridicamente attrezzate a resistere al mercato ed alle congiunture. 

Non possiamo, allo stato attuale, prendere in carico i rischi connessi alla inadeguatezza delle strutture, che implicherebbero l’assunzione di responsabilità sanitarie e di sicurezza che sono competenza della “Cosa Pubblica”. 

Abbiamo urgente bisogno di aiuto e sostegno sia per i costi del “lock down”, sia per la futura convivenza con il virus; vorremmo chiedere alle Istituzioni l’applicazione urgente delle soluzioni normative emergenziali, quali la rinegoziazione del rapporto concessorio, l’annullamento dei canoni, l’erogazione di contributi, la rateizzazione e l’abbattimento dei costi energetici base, un servizio periodico di sanificazione degli impianti senza oneri per i concessionari, e qualunque altra forma di sostegno meglio vista. 

Siamo disponibili a farci carico della redazione di progetti preliminari per sovvenire alle esigenze normative e manutentive dei nostri impianti, al fine di poter ottenere finanziamenti pubblici e riqualificarli entro un medio periodo. 

Confidiamo che, anche con l’intervento della LND,  si possano completare i manti erbosi e riqualificare le strutture calcistiche e  valutare ulteriori sostegni per le associazioni, che a causa del “lock down”, per ogni singolo campo in gestione, hanno sopportato costi (i) per servizi federali da marzo a giugno 2020 non fruiti (ii) per “fermo impianto” e (iii) per “mancati proventi” mediamente pari a Euro 30.000, e, che per adeguarsi ai protocolli sanitari, dovranno sostenere ulteriori costi per la prossima stagione sportiva pari a mediamente Euro 20.000. Tutto ciò senza contare la defezione di molti sponsor sostenitori, a loro volta colpiti dalla crisi economica.  E’ nostra particolare preoccupazione, infine, il fatto che i protocolli sanitari possano limitare l’intensa turnazione tipica dei campi genovesi sia per gli allenamenti e sia per le partite, con ulteriori danni organizzativi, mancati proventi e costi. Per tutte queste richieste, propositi e preoccupazioni, restiamo in attesa di riscontro per fare squadra e per fare fronte comune contro le avversità.

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