Murolo: "Nuovo Genoa una mentalità programmatica ed un respiro internazionale che richiedono tempo"

Una stagione pessima con una sola vittoria nel girone d'andata e la salvezza che parrebbe un miraggio.  4 allenatori a libro paga, di cui il prossimo individuato – Labbadia -, sergente di ferro che ricorda il vecchio Scoglio, ma pecca la conoscenza nel campionato italiano.

Non era facile intervenire: intanto perché di mezzo non c’è stata solo l’inadeguatezza della rosa, ma carenza di preparazione, qualche mal di pancia come nel caso di Caicedo ed una buona dose di sfortuna, visti infortuni e Covid. Sarebbe errato pensare la ricetta essere semplice: acquistare un giocatore forte d'esperienza per reparto, possibilmente italiano o che almeno conosca il nostro campionato. La realtà è ben diversa: “Spors ha dimostrato di avere una visione che in molti non comprendono, ma creata con chiaro intento programmatico” così Giuseppe Murolo, genoano da sempre, responsabile Cultura regionale di Fratelli d’Italia: "Sono certo molto preoccupato come tutti i genoani, perché dopo il capitombolo casalingo con lo Spezia, sentiamo la serie B ad un passo e la confortante prestazione in Coppa Italia ci porta forse più rabbia, poiché sulla carta questa non è una squadra da penultima posizione in classifica.”

Con lo Spezia si sarebbe dovuto vincere, ma i giocatori avversari, decisamente una rosa debole e limitata, ci hanno messo la “garra” e una corretta interpretazione della partita, merito di Thiago Motta: “Appena vista la formazione ho temuto il peggio: Ostigard, ottimo innesto, era però non solo appena giunto a Genova, ma soprattutto abituato a giocare in una difesa a 4. Tant’è che col Milan se ne sono apprezzate le doti. Fares, al rientro dopo 2 mesi e mezzo di stop, non era nella condizione migliore, mentre peraltro si parlava del suo addio verso Torino: l’infortunio di Cambiaso poi, che sarebbe dovuto andare a sinistra proprio per sostituire l’algerino, ha ulteriormente creato problemi ad una formazione che ha mostrato di aver perso quell’idea di gioco e compattezza che nelle prime giornate Sheva sembrava aver trasmesso dando un minimo di equilibrio! La conferma la si ha con i cambi nel secondo tempo che hanno ridato gioco…”

Sul mercato alcune considerazioni: “Abbiamo accordato speranza e fiducia alla nuova società, la quale si è affidata ad un Direttore Generale con esperienza in campo europeo, ma non italiano... Il modo di operare è certamente diverso: poco spazio a prestiti, acquisti anche in visione futura. Sui nuovi acquisti, da tifoso posso solo dire Hefti essere forse uno dei migliori esterni puri di destra: roccioso, molto tecnico, non a caso proviene dalla Champions League, anche se forse alcuni lo sanno solo per il suo goal all’Atalanta; di Ostigard ho detto in riferimento allo Spezia: nella difesa a 4 con il Milan si è visto essere quanto mancava al reparto, peraltro abbiamo anche guadagnato un colpitore di testa! Yeboah non è un fenomeno pronto, ma si è visto quando uscito quanto abbia inciso sulla partita, correndo su tutta la fascia,  Calafiori è un ottimo prospetto, certo fuori dal contesto di scelta esperienziale, ma arrivato per l’emergenza Fares, non certo per dare soluzione ai problemi... insomma, aspettiamo gli ultimi colpi che dovrebbero definire questa rosa anche se il tempo è oltremodo tiranno. Piatek ha deciso per la Fiorentina, sarebbe stato importante, ma l’arrivo di Miranchuk, per 8 milioni, definito domani, compenserà il reparto, come a centrocampo Amiri, rientrato ieri in coppa dopo la quarantena, sarà di certo importante”.

L'allenatore? “Impossibile sarebbe stato pensare a Ballardini esonerato dopo aver mantenuto un comportamento non proprio professionale: a cominciare dalla richiesta di esonero 2 giorni prima dell’inizio del campionato, l’insistenza successiva che non prevedeva il dimettersi e passando per allenamenti decisamente poco pretenziosi ed anzi, palesemente limitati, fino a una serie di dichiarazioni che avrebbero dovuto già a maggio far comprendere non essere più il caso di proseguire con lui. Certo, Sheva è stato un azzardo, una scommessa persa che aveva dalla sua il nome ad effetto internazionale: probabilmente si sarebbe dovuto ragionare meglio sul fatto una nazionale abbia esigenze e caratteristiche diverse dal lavoro di club e che, per puntare su di lui, si sarebbe dovuto almeno provare da inizio campionato (prossimo, evidentemente)

Ora la 777 Partners si affida a Labadia, italo – tedesco giunto ormai da una settimana “nelle vicinanze” di Villa Rostan. Di lui certo non mi preoccupa  l’intervista di qualche anno fa dove dichiara le proprie simpatie per la Samp, queste sono osservazioni che lasciano il tempo che trovano e mi fanno solo sorridere… invece penso al fatto non abbia esperienza nel campionato di serie A... Un ulteriore rischio che spero sia compensato dal suo essere paragonato dagli esperti a Franco Scoglio per carattere e severità”

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