Gasp, resta!

Mister Gasperini

Mister Gasperini

È stata la grande vittoria non solo della squadra, ma soprattutto di Gasperini. Una vittoria morale. Quando, al

quarto gol, tutto lo stadio si è alzato ad applaudire il mister, è sembrato di rivedere Franco Scoglio quando vinse uno storico derby e col pugno chiuso corse per tutto il campo. Gasperini era commosso, allegro, emozionato, vivendo forse il momento più umano, più bello ed intenso da quando è al Genoa. E quegli applausi hanno affossato per sempre (almeno lo si spera), quelle voglie inutili di contestazione integralista che stanno facendo molto male al Genoa.
Ora si guarda al domani: soprattutto si attende una risposta di Gasperini, circa il suo futuro. Domenica il mister ha detto una cosa molto giusta: “Ho bisogno che il presidente sia forte e che la società credibile”. Come a spiegare: il presidente mi deve sostenere sempre, non aver paura di nulla e la società non avere momenti di calo organizzativo (leggi Irpef o cose simili), ma abbia ben in testa gli obiettivi sia economici che tecnici.
Si sa che Gasperini la sua scelta l’aveva già fatta, con  rinnovo fino al 2018. Poi è arrivata la contestazione proprio sul rinnovo e sul suo emolumento. Cose ridicole. Ma tant’è, il mister non ha accettato di essere sempre di mezzo. Poi la posizione curiosa di Traverso (uomo per altro intelligente, con esperienze sindacali importanti, dunque abile ai confronti…) secondo noi una specie di “scivolone” con quella querela. Ora Preziosi deve decidere: difendere Gasperino fino alla …morte, dargli chiarezza ed offrirgli un mercato meno traballante, ma più ragionevolmente tecnico.
Certo, dopo quello che il popolo rossoblù (tutto possiamo dire ormai) ha dimostrato nei confronti di Gasperini, sarebbe un peccato che il tecnico non ci ripensasse e non rimanesse ancora per due stagioni. Ormai il popolo è con lui: “Quest’anno – ha detto – sono accaduti dei fatti da valutare, ma ho avuto risposte importanti”.
Bene. Mancano ancora sette giornate. Tutto può ancora accadere (nel bene diciamo, dunque si attende con serenità.
PERIN. Un appunto al grande portiere. Nel momento in cui si sta vincendo per 4-0, perché farsi ammonire? È vero, i ciociari lo hanno insultato, ma lui, lo ricordi, è “il numero uno”, dopo Buffon, della nazionale azzurra.
Se non sopporta gli insulti non ha ancora la giusta personalità. Un “grande” come lui deve esserlo in tutto, anche nel non prendere sul serio gli insulti di quattro imbecilli (sportivamente parlando). Vuole o non vuole diventare il numero uno dei portieri italiani?

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