Bravo Preziosi!

Enrico Preziosi

Enrico Preziosi

Diciamolo pure: Enrico Preziosi merita tanti applausi! Nessuno avrebbe pensato ad un Genoa come “sta vivendo”

ora il suo momento. Sia tecnico che organizzativo. Tecnicamente è primo in classifica: chi lo avrebbe mai detto? Organizzativamente è una squadra che ha venduto quasi niente e si è rafforzata sia con alcuni “big”, sia con qualche giovane di lusso e allora, bene, dobbiamo dire di Preziosi e alla sua inversione di strategia: lo scorso anno, se non andiamo errati, il Genoa sbolognò via ben sette elementi, di quelli che, con Gasperini, andarono in Europa League. Oggi sono rimasti quasi tutti (via solo Ansaldi, Suso, De Maio, Dzemaili e Tachtdis, ampiamente rimpiazzati).
Cose è mai successo nella testa del “Joker”? Nulla di grave, ha semplicemente e finalmente pensato che, con una squadra già fatta, resa conosciuta, non si soffre mai, al massimo non si va in Europa League, ma almeno resta lontano l’incubo della retrocessione.

TIFOSI. E poi il presidente si era espresso sinceramente con i tifosi: “Faccio tutto il bene possibile, in rapporto ai miei impegni economici. Se ho soldi spendo, se non ho soldi mi fermo e la massimo svolgo operazioni molto caute”. E allora ecco che, quest’anno, Preziosi ha potuto respingere i 21 milioni di euro di De Laurentis per Pavoletti, ha potuto resistere su Rincon per gli otto milioni di euro del Cristal Palace.
Preziosi si è ancora una volta fidato di Milanetto e di Fabrizio che gli hanno portato a casa qualcosa di interessante: ad esempio quel Ocampos di cui si dice un gran bene e che qualcosa (non tutto in verità) ha già messo in mostra nelle prime due giornate di campionato. E il ritorno di Veloso che è stato certamente un rischio, ma alla prova dei fatti sembra essersi ritrovato in mezzo al campo, e ancora quel Simeone Junior, niente male davvero, nonostante gli abbiano rubato in albergo 10 mila euro di papà. Li recupererà con un buon contratto di Preziosi.

SINTESI. Dunque, in sintesi: il Genoa ha tenuto Pavoletti, Rincon, Perin (altro pezzo forte, da difendere e da far considerare il vero numero due dopo Buffon in nazionale azzurra, e dopo la cappella, e che cappella, del “santificato” Donnarumma contro la Francia), Izzo, Laxalt, Lazovic e poi i vari Burdisso, Nitcham, Munoz. E sono arrivati il difensore Biraschi e quello strano tipo che si chiama Orban Lucas Alfonso.
Mi sono divertito a leggere nell’intervista del nostro Francesco Gambaro, molto divertente, nella quale Orban si definisce un amante della psicologia, con una mamma che fin da bambino gli inculcava i valori della psichiatria (speriamo bene!), ma un Orban a cui piace lo yoga, purtroppo da bimbo si era quasi rotta la testolina, ma si è ripreso benissimo. Lo chiamano la “muraglia”, dunque si spera uno che sappia contrastare, lo definivano così ai tempi del “Tigre”. Insomma, un tipetto che potrebbe essere la vera sorpresa di questo campionato rossoblù. Si dice anche che sappia “leggere nel pensiero”, ma speriamo che nessuno gli chieda se il Genoa vincerà il campionato…

VITTORIO SIRIANNI

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