Spiagge a numero chiuso? Il M5S non ci sta!

Giusto tutelare l’ordine pubblico e rispetto degli spazi comuni, ma l’accesso al mare deve

essere sempre libero e garantito a tutti, senza distinzioni. Se siamo arrivati sino a questo punto non è colpa dei bagnanti ma di una politica sciagurata che negli ultimi anni ha ridotto le spiagge libere a un pugno di sabbia in mezzo a decine di stabilimenti privati.

Parlare di numero chiuso è un po’ come guardare il dito che indica la luna. Oggi l’intero settore è soffocato da una regolamentazione obsoleta e iniqua di cui a pagare il prezzo più alto sono, come al solito, i bagnanti. È ormai solo questione di tempo per il recepimento della Bolkenstein, che metterà a gara le concessioni. In quella fase sarà importante aggiornare i PUD (Progetto Utilizzo Demanio marittimo), rivedendo, laddove applicabile, i perimetri della aree da mettere a gara. In quest’ottica, bisognerà necessariamente rispettare la legge regionale che prevede il 40% di spiagge libere o libere attrezzate (ad oggi, nei fatti, non rispettata), con la prospettiva di aumentare ulteriormente questa percentuale.

Se le spiagge libere in Liguria sono quasi inaccessibili è solo a causa della loro sempre più striminzita presenza. Ben vengano gli stabilimenti balneari, ma all’utente dev’essere sempre assicurata la possibilità di andare al mare senza spendere, soprattutto in un periodo di crisi in cui le famiglie faticano a mettere da parte i soldi per le vacanze.

Andrea Melis, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria

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