La Paita inferocita sulle autostrade

Raffaella Paita

Dopo il maxi-ingorgo che ieri ha paralizzato la viabilità del ponente ligure per oltre 10 ore

, il governatore Toti ha detto: “Avanti tutta con nodo ferroviario di Genova, gronda e Terzo Valico”. Ma il presidente della Regione forse non si è reso conto che si stava parlando di un territorio (il savonese) che non ha nulla a che fare con le infrastrutture che lui ha citato. Certo, nodo ferroviario, gronda e Terzo Valico sono opere importantissime - e infatti sono state avviate dal centrosinistra - ma questi interventi non hanno ripercussioni dirette su quella parte di Liguria che ieri si è bloccata per l'incidente autostradale. Le vere priorità per la viabilità del ponente ligure - che la precedente amministrazione aveva studiato e in parte avviato e che da due anni sono ferme al palo - sono ben altre.  

Prima di tutto bisogna ricordare che il tratto autostradale che ieri si è bloccato rappresenta una direttrice importante per il trasporto delle merci sull’asse Italia-Francia-Spagna. E quindi quando si blocca questa viabilità ci sono ripercussioni in tutta Europa. I percorsi alternativi sono più lunghi e costosi (Tunnel del Fréjus e del Monte Bianco) e così in questi anni si è cercato di studiare delle possibili soluzioni per tentare di risolvere la congestione di quel tratto autostradale ligure. Le alternative sono due.

La più costosa e forse difficile da realizzare (servono circa 3 miliardi di euro) è la direttrice autostradale fra l’albenganese e la Val Bormida e cioè il collegamento che da Predosa in Piemonte passa per Carcare, Millesimo e arriva, infine, ad Albenga.

In alternativa a quest’infrastruttura si è pensato anche di alleggerire l’autostrada dalle auto, risolvendo il problema della viabilità urbana tra Albissola e Savona (costo: alcune centinaia di milioni di euro). Al momento è in corso di realizzazione il primo lotto dell’Aurelia bis, finanziato dal Governo Prodi e avviato dalla Giunta Burlando, anche se bisogna ancora ottenere i fondi per lo svincolo della Margonara. La precedente amministrazione (assessore Paita) ha anche avviato la progettualità preliminare degli interventi necessari a proseguire questa direttrice. Appena c’è stato il cambio di amministrazione, sia in Regione sia a Savona, però, tutti questi studi sono stati abbandonati. Un'altra questione importante, infine, riguarda il potenziamento del segnale telefonico in quel tratto autostradale (da sempre particolarmente problematico). Ma anche di questa vicenda non se ne sa più nulla.

Toti, se intende davvero risolvere i problemi di viabilità del ponente ligure, sblocchi l’impasse di questi due anni e riprenda in mano i vecchi progetti.

 

I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita, Giovanni Lunardon e Luigi De Vincenzi

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