Mappa dell’ultra destra cittadina

La targa in onore del missino Ugo Venturini

I figli e nipotini dell’allora Msi (Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante)

a Genova sono dalla metà degli anni Novanta sparpagliati in varie sigle, in più galassie, piccole, a volte litigiose fra di loro. Essi si guardano in cagnesco su tutti, ma poi per onorificare il ventennio si accomunano.
Dopo il congresso di Fiuggi del 1994, a Genova resistette per anni la Fiamma Tricolore di Pino Rauti, che aveva il quartier generale in via XX Settembre, al primo piano del palazzo del Mercato Orientale. Ogni volta che passava la sinistra antagonista sotto erano guai per le forze dell’ordine.
A fine anni novanta, la prima mini scissione, una delle tante: nacque il Fronte Nazionale di Adriano Tilgher che a Genova contava una trentina di adepti, quindi nel 2002 lo sbarco di Forza Nuova nella sede di Quinto in piazza Frassinetti. Poi arrivarono Casapound (i primi simpatizzanti genovesi si radunavano presso le piscine di Albaro), la Destra di Francesco Storace nel 2010 (ora guidata da Giuseppe Murolo in Liguria) e ultimo Lealtà ed Azione, che aprirà la propria sede in pieno centro, da piazza Corvetto, notizia filtrata solo questa mattina.