Il Teatro della Tosse ad Asti

Il nuovo spettacolo di Generazione Disagio parte da quella preghiera nichilista

recitata dai protagonisti alla fine del precedente lavoro Dopodichéstasera mi butto.

Karmafulminien non lascia inascoltata quella supplica e invia sul palcoscenico tre angeli, che appaiano al pubblico in tutto il loro sbiadito splendore.Tre angeli aggressivi, pessimisti, cinici e caustici che si presentano agli umani come angeli 3.0 incarnazione della spiritualità moderna. L’uomo moderno identifica questi spiriti divini come creature funzionali alle proprie esigenze a cui votarsi per raggiungere la realizzazione dei propri desideri e bisogni terresti. Una spiritualità usa e getta e comoda come cliccare “mi piace” in un social. Nel 2015 i tre angeli sono tirati per la giacchetta solo per prendere un bel voto all’università, rimorchiare oppure vincere al superenalotto. Un interesse momentaneo per il loro operato che getta sulle “ali”sempre più fragili dei tre i mali e le brutture della vita contemporanea.

Uno spettacolo comico con un ritmo incalzante, che fa ridere dall’inizio alla fine, spesso in maniera amara dei difetti della società.Karmafulminien – figli di puttini non è uno spettacolo sulla religione, agli autori non interessa parlare di questo, bensì riflettere e ridere della spiritualità dell’uomo moderno. 

Un lavoro che ragiona sulla mercificazione del culto attraverso gadget che hanno poco di spirituale e molto di marketing e sulla pornografia dei sentimenti attraverso un’iconografia che spesso imbarazza.

 

 

Prima nazionale

ANDY WARHOL SUPERSTAR

Testo e regia Laura Sicignano

scene e luci Emanuele Conte 
Con Irene Serini

Produzione Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse / Teatro cargo

 

Laura Sicignano porta in scena in Prima Nazionale lo spettacolo Andy Warhol Superstar con IRENE SERINI prodotto da Teatro della Tosse / Teatro Cargo.

A trent’anni esatti dalla scomparsa del grande artista americano, il Teatro della Tosse in coproduzione con il Teatro Cargo dedica uno spettacolo ad Andy Warhol (Pittsurgh, 1928 – New York, 1987).

Con lui si apre l’epoca dell’arte contemporanea, così come la intendiamo oggi. Se nel calendario della musica pop c’è un ante e un post Beatles, l’unico fenomeno culturale e mediatico degli anni Sessanta in grado di rivaleggiare con Warhol, allo stesso modo in quello dell’arte dobbiamo parlare di un “Before Andy” e di un “After Andy”. Soprattutto, Andy Warhol è stato capace di intuire e anticipare i profondi cambiamenti che la societàcontemporanea avrebbe attraversato a partire dall’era pop, da quando cioè l’opera d’arte comincia a relazionarsi quotidianamente con la società dei massmedia, delle merci e del consumo. Nella Factory, a New York, non solo si producevano dipinti e serigrafie: si cambiava la storia del costume, si faceva cinema, musica rock, editoria, si attraversavano nuovi linguaggi in una costante ricerca d’avanguardia.  

Lo spettacolo indaga la biografia intima di Andy a confronto con quella pubblica: la sua curiosità per tutto ciò che era trasgressivo ed estremo e la sua fede cattolica, il rapporto con la madre, con gli USA, con i soldi e il potere, con il sesso e la castità. La sua vita è una fiaba  sinistra in cui un bambino povero è trasformato in un principe delle tenebre che soccombe alla solitudine e alla tristezza, in mezzo ad una folla stravagante di cortigiani pazzi. Oppure Andy fu uno straordinario self made man capace di costruirsi un’immagine pubblica in grado di vendere milioni di dollari?  Alcuni critici hanno detto che sono il nulla in persona e questo non ha aiutato per niente il mio senso dell'esistenza. Poi mi sono reso conto che la stessa esistenza non è nulla, e mi sono sentito meglio.   Being good in business in the most fascinating kind of art.

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