Orgoglio genovese: lo Stucchificio Artistico

L'interno dello Stucchificio Artistico Genovese a Sampierdarena, in via Carpaneto

In un angolo di Sampierdarena, in via Carpaneto, da generazioni sorge lo Stucchificio Artistico

Genovese, ora in mano all’ultimo erede della famiglia Laginestra, Michele, che con passione, amore ed abilità, tramanda quest’antica arte alle nuove generazioni.
E noi di “GenovaSi” siamo andati ad intervistarlo, proprio nel suo locale, raggiungibile da via Dottesio, parte bassa di Sampierdarena, dove colleziona e sono visitabili al pubblico delle vere e proprie opere d’arte moderna, oltre che mille altri oggetti di decorazione, tra tante bandiere firmate, vera e propria passione del “maestro” Laginestra.
Michele, ci racconti la storia di come è nata questa passione per l’arte in tutte le sue forme.
<La nascita dello Stucchificio Artistico Genovese deriva da lontano, si tramanda da tre generazioni nella mia famiglia: si parte da mio nonno Michele Arcangelo, che nel lontano 1898, iniziò ad intraprendere l’antica arte dello stuccatore. Invece, in questi locali a Sampierdarena, siamo dal 1973, sempre presenti nel portare avanti questo mestiere nobile, visto un po’ come mestiere di nicchia da parte di alcuni. Invece è un lavoro nobile, che andrebbe maggiormente tutelato da parte delle istituzioni, che lo dovrebbero salvaguardare di più, istituendo corsi per insegnare questo lavoro bellissimo. Il mio sogno è che qualcuno ci aiutasse per organizzare dei corsi per i giovani, che sono certo con il tempo amerebbero questo lavoro>.
Ma cosa significa fare lo stuccatore nel 2018?
<Beh, se siamo rimasti gli unici in Liguria e solo in 3 in tutto il Nord Italia, un motivo ci sarà, nel corso dei decenni abbiamo assorbito diverse realtà. Cosa significa? Si tratta di un lavoro artistico, che prevede ad oggi, i lavori sul diffusore di luce, arredi per interni, ripristino dell’antico in tutte le sue forme, e poi ancora cornici, rosoni, colonne, busti, basso ed alto rilievi, e poi ancora decorazioni, ornamento in gesso>.
Il riscontro dei genovesi e dei clienti?
<Senza dubbio, le sanzioni imposte alla Russia ci hanno dato un brutto colpo. Fino a pochi anni fa, la clientela dell’Esta Europa era molto raffinata ed esigente, ama i nostri lavori, così come gli inglesi, gli statunitensi, gli ungheresi ed in generale nella zona oltre la vecchia “cortina di ferro”. Grazie alla amministrazione comunale attuale, che mi ha concesso uno stand nei pressi dell’entrata di Euroflora a Nervi, ho riscontrato un eccezionale interesse sia dei genovesi che soprattutto di turisti stranieri>.
Cosa vi contraddistingue?
<In primis la nostra assoluta sicurezza e professionalità. Vi faccio un esempio: noi rilasciamo sempre la certificazione, il materiale è sicuro, non come gli oggetti in polistirene ed i derivati del petrolio sono perfino più costosi e non ignifughi, quindi infiammabili e tossici. Poi c’è tantissimo da lavorare a Genova, il capoluogo ligure è una città sotto valutata, perché ha un patrimonio artistico e culturale immenso: vedi gli antichi palazzi dei Rolli con tutti i loro gioielli. Ci tengo a sottolineare un concetto: come hanno detto alcuni pezzi da novanta delle istituzioni liguri, lo Stucchificio Artistico Genovese appartiene al patrimonio di questa città, è un orgoglio italiano, apprezzato persino dalla lontana Cina, da dove ci arrivano anche alcune richieste di lavori, ad ogni costo>.
Quali sono i vostri materiali per creare queste opere d’arte?
<Il gesso ceramico delle cave di Volterra e Grosseto, in Toscana: si tratta di materiale dall’alto valore, il quale ci permette di creare dell’”arte contemporanea”, come la chiamo>. 

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