Gabriele Parodi: “Mi hanno negato uno spazio”

Gabriele Parodi, al suo secondo volume: prima

Gabriele Parodi, al suo secondo volume: prima "Chiedi al Torrente" e poi il saggio su Oscar Wilde

Continuano le polemiche attorno alla pubblicazione di un volume, uscito nei scorsi mesi, nel quale si narrano le stragi compiute dai partigiani comunisti in val Polcevera, in particolare nel quartiere di Bolzaneto, da sempre rosso. Uno degli autori, Gabriele Parodi, è stato letteralmente ostacolato nel proporre il libro e presentarlo al pubblico, un fatto assolutamente non democratico, secondo lo stesso e l’area cui rappresenta, eppure siamo nel 2019, a distanza di ben 74 dalla fine della guerra, ma ai vinti si continua a negare la propria voce.
Parodi osserva: “Il Municipio della Valpolcevera, dove vivo, mi ha negato una sala pubblica per poter presentare il mio saggio su Oscar Wilde.
Le motivazioni ufficiali sono che non sono previste concessioni per presentazioni di libri nel piccolo teatro della delegazione.
Quando chiedi di poterlo fare nella biblioteca municipale allora sale l’imbarazzo, e a chi si era interessato per favorire la mia presentazione viene detto: ‘ niente spazio per il sottoscritto perché sono un personaggio discusso’.

Discusso? Beh in un certo qual modo si...il mio precedente libro con quasi mille copie vendute di cui 350 proprio nella mia delegazione, ha dato molto fastidio alle Istituzioni e a certe associazioni.
Raccontare delle stragi partigiane nella mia zona, basandomi quasi unicamente sulle fonti della resistenza stessa senza alcuna possibilità di essere smentito, ha alzato intorno a me il muro della censura.

Sono arrabbiato? Per nulla, anzi gioisco perché è’ il segno della mia vittoria!!!

Tranquilli amici, non esistono solo sale pubbliche e un centinaio di euro in tasca per affittare una sala non mi mancano.

Nei prossimi mesi, di presentazioni a Genova e dintorni ne faremo eccome.
Riproporrò ‘Chiedi al Torrente’, ‘Oscar Wilde, il travaglio di un’anima, e finalmente il mio nuovo libro ancora una volta insieme alla mia coautrice Paola Coraini.”.

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