Agnelli segreti, il libro di Moncalvo

“Agnelli segreti” è la naturale prosecuzione del fortunato volume “I lupi & gli Agnelli.

Ombre e misteri della famiglia più potente d’Italia”, scritto dallo stesso autore, Gigi Moncalvo, e pubblicato nel 2009. Questo secondo libro illustra altri inediti aspetti di una saga industriale e famigliare che ha segnato la storia, l’economia, la politica del nostro Paese.

L’avvincente racconto si allarga adesso a tutti i rami della Famiglia Agnelli e ricostruisce – con scrupolo documentale e con brio narrativo – la storia della dinastia più famosa d’Italia, giunta oggi alla quinta generazione. A essere svelate questa volta sono le vicende meno conosciute e quelle che volutamente furono nascoste, fatti privati che hanno condizionato e incrociato la storia d’Italia finendo addirittura per tracciarne e mutarne il corso. Di tutte queste storie, anche le più incredibili e inimmaginabili, l’autore ha seguito le tracce in documenti e atti legali, finora inediti e ignoti al grande pubblico. A partire dagli inizi del Novecento fino al primo decennio del secolo in corso, ecco finalmente senza censure il completamento della saga più avvincente d’Italia: una ricostruzione che ha il ritmo e il gusto del romanzo, insieme alla realtà di fatti davvero avvenuti e che nessuno ha osato raccontare.

 

L’AUTORE

Gigi Moncalvo giornalista e scrittore, otto anni al «Corriere della Sera», tre al «Giorno», una carriera televisiva iniziata come caporedattore dei Tg Fininvest, un incarico dirigenziale di capo struttura informazione di Rai, rete su cui ha anche condotto per quattro anni un programma di successo, “Confronti”. Ha realizzato documentari e reportage in tutto il mondo, ha vinto premi giornalistici in Italia e all’estero. Ha scritto dodici libri, fra cui la biografia di Antonio Di Pietro e la prima di Silvio Berlusconi (di cui il diretto interessato chiese il sequestro). Attualmente si occupa di consulenze editoriali e produce format tv. Con Vallecchi ha pubblicato nel 2009 “I lupi & gli Agnelli”.

 

I CONTENUTI

Il 24 gennaio del 2003, a 82 anni di età, moriva Gianni Agnelli. Nei prossimi mesi, c’è da esserne certi, ci saranno commemorazioni, mostre, dibattiti. Un fiume di retorica, in molti casi. Nei mesi che precedono il decennale della scomparsa, esce un libro davvero controcorrente: “AGNELLI SEGRETI”. E’ la naturale prosecuzione, scritta dallo stesso autore, Gigi Moncalvo, del precedente best-seller “I lupi & gli Agnelli - Ombre e misteri della famiglia più potente d’Italia”, edito da Vallecchi nel dicembre 2009.

Il racconto non è più focalizzato sulla vicenda dell’eredità e del patrimonio di Gianni Agnelli, rivendicato dalla figlia Margherita – anche se se ne parla con alcune importanti novità -, ma si allarga a tutti i rami della famiglia Agnelli, non solo quella dell’Avvocato, per cercare di raccontare i tanti segreti e i non pochi misteri che hanno fatto da sfondo ai fatti, ai grandi affari, alle vite private, alle vicende liete e meno liete, alle grane giudiziarie – soprattutto le più inedite e tenute nascoste -, alla storia sconosciuta degli esponenti di cinque generazioni della Dinastia.

Partendo dagli atti inediti del processo di inizio secolo in cui il nonno di Gianni Agnelli venne accusato dai suoi soci di essersi appropriato della FIAT, si passa alla storia dei sette fratelli Agnelli, alla morte del loro papà Edoardo a bordo di un idrovolante, e alla ricostruzione della storia d’amore con Curzio Malaparte, dei contrasti col suocero - Sen. Giovanni Agnelli – e della misteriosa fine della madre, Virginia Bourbon del Monte. Vengono pubblicate anche le carte con cui il vecchio Sen. Agnelli cercò di “appropriarsi” dei dodici nipoti rimasti orfani (i cinque della figlia Aniceta Agnelli in Nasi e i sette di Edoardo e Virginia).

Attraverso la lettura, per la prima volta, del testamento “segreto” del fondatore della FIAT, il Sen. Giovanni Agnelli sr., verrà ricostruita la ripartizione tra i nipoti, con la designazione  e il passaggio della quota maggiore al nipote Giovanni, a scapito degli altri sei fratelli e dei cinque cugini. Un discendente di Vittorio Valletta racconterà come “il salvatore della Fiat” dopo la guerra è stato abbandonato e dimenticato senza alcuna forma di riconoscenza e gratitudine, venendo meno a un impegno scritto e firmato da Gianni Agnelli e pubblicato per la prima volta con la riproduzione del documento autografo.

Arrivando alla generazione dell’Avvocato ci sarà il racconto della sua vita segreta, dei suoi amori, della verità sull’incidente che gli provocò una grave lesione della gamba (mentre era a bordo di un’auto con una diciassettenne francese), dei veri rapporti col fratello Giorgio (e delle ragioni per cui fu rinchiuso in manicomio in Svizzera), dei contrasti e del forte legame fraterno con Susanna, delle lotte decennali con Umberto per la gestione dentro la Fiat, con Cuccia e Romiti che osteggiavano il fratello dell’Avvocato e vinsero la loro battaglia. Tra i vari “ritratti di famiglia” c’è anche quello di Luca di Montezemolo, delle sue testimonianze davanti ai PM di Torino e dei suoi due patteggiamenti ai tempi di “Mani Pulite”. Fino ad arrivare alla Juventus e ai retroscena che hanno determinato le conseguenze sul club bianconero a causa delle lotte di potere dentro e fuori la famiglia.

Arrivando a tempi più vicini vengono raccontati diffusamente e resi pubblici per la prima volta gli atti giudiziari, ancor oggi secretati, della lacunosa inchiesta sulla morte di Edoardo Agnelli, con la ricostruzione dettagliata dei suoi rapporti famigliari, la pubblicazione di quaranta lettere inedite (con la descrizione in prima persona di quanto gli stava accadendo), il ruolo crescente di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, il dettaglio del patrimonio personale dell’Avvocato accumulato all’estero, l’elenco del denaro versato dallo Stato alla FIAT nel corso degli ultimi trent’anni, le ultime novità sulla vicenda giudiziaria legata all’eredità, i retroscena della donazione delle opere d’arte per 500 milioni di dollari alla “Fondazione Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli”. E soprattutto una clamorosa documentazione: pochi mesi prima dello scoppio di “Tangentopoli”, e fino al 1996, Gianni Agnelli schermò la “Dicembre”, la società-cassaforte dell’Impero FIAT, affidandone il controllo azionario a una anstalt del Liechtenstein, la “MERCKT & Co.”, e affidandosi a due prestanome: Herbert Batliner di Vaduz (“gentiluomo di Sua Santità”, la massima onorificenza vaticana riservata a un laico, e grande e chiacchierato esperto di operazioni off-shore, spesso finite sotto la lente della magistratura tedesca), e René Merkt, un avvocato di Ginevra al centro di molti scandali finanziari internazionali. Questo significa che Agnelli era stato informato in anticipo, forse da amici americani, dell’imminente inchiesta “Mani Pulite”? Dopo l’intervista “postuma” all’ex ambasciatore USA in Italia, Reginald Bartholomew, c’è un ulteriore elemento e una nuova chiave di lettura per quegli avvenimenti.

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