Il porto di Genova si inchina alla Cina?

Cresce la preoccupazione, da un lato, non solo del consigliere comunale forzista Maresca

, che teme che la Liguria subisca una nuova invasione dei cinesi dopo l’accordo siglato dal Governo centrale di Roma con il presidente asiatico, prima della sua partenza alla volta della Francia per incontrare il presidente transalpino Macron.
Nel quadro degli accordi siglati per lo sviluppo delle relazioni fra i due Stati, e in particolare dell’Accordo bilaterale sulla nuova “Via della Seta”, il Commissario Straordinario per la Ricostruzione di Genova, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e la China Communication Construction Company (CCCC), hanno sottoscritto un Accordo di collaborazione con la finalità di cooperare all’attuazione del Programma Straordinario di investimenti urgenti per la ripresa e lo sviluppo del porto di Genova e delle relative infrastrutture di accessibilità previsto dal decreto legge “Genova” n. 109 del 2018.
Attesa l’urgenza con cui è necessario procedere all’attuazione del Programma e in ragione della vastità e complessità degli interventi previsti, AdSP e CCCC condivideranno le proprie competenze tecniche, professionali e manageriali a supporto della realizzazione del Programma, valutando la possibilità di sviluppare iniziative di cooperazione su progetti specifici, sotto la supervisione del Commissario Straordinario e in conformità con il quadro legale italiano e comunitario. L’obiettivo ultimo dell’Accordo è rafforzare la competitività e le ricadute economiche positive sul sistema portuale di Genova e Savona che opera al servizio dell’economia de Nord Italia, offrendo servizi in grado di soddisfare le esigenze del mercato internazionale. I programmi di investimento degli operatori terminalisti privati mirano ad assicurare lo sviluppo del traffico caratterizzato da una crescente dimensione delle navi all’accosto e da un processo di progressiva concentrazione dello stesso in capo a pochi grandi player internazionali che attraverso il principale porto gateway del Mediterraneo accedono ai mercati nazionali e internazionali. 
Il citato Programma Straordinario di investimenti pubblici a sostegno dei flussi commerciali generati dal sistema produttivo del Nord Italia prevede, tra l’altro, i seguenti investimenti urgenti di:
- miglioramento dell’accessibilità via mare (prima fase della nuova diga foranea) e di ultimo miglio stradale e ferroviario (per circa 160 milioni di euro) nel bacino portuale di Sampierdarena
- sviluppo delle attività di costruzione e riparazione navale, che oggi concentra a Genova circa 6.500 - 7.000 unità dirette e indotte dalle lavorazioni, di cui oltre la metà concentrate nel polo industriale di Fincantieri al fine anche in questo caso di adeguare i cantieri alla forte crescita dimensionale delle navi, con impatti sociali ed economici particolarmente rilevanti per il territorio e per il ruolo della città.
Grazie ai predetti interventi infrastrutturali di potenziamento, rispetto agli attuali volumi (oltre 1 milione di TEU), le previsioni fornite dagli operatori individuano a regime un raddoppio dei volumi movimentati fino a 2 milioni di TEU.
Sempre nel solo bacino di Sampierdarena, in termini di ricadute economiche, sociali e produttive a livello locale e nazionale, il sopra citato incremento di traffico potrà generare entrate per circa 20 milioni di euro annui rispetto ai 11,5 milioni di euro annui del 2018 quale effetto della crescita delle tasse sulle merci e di quella di ancoraggio connessa alle dimensioni della nave.
Positivo anche l’impatto stimato sull’occupazione che, pur condizionato dall’innovazione tecnologica e digitale, sarà destinato a crescere di conseguenza con effetti sia sugli occupati diretti del porto sia su quelli delle attività lungo la catena logistica.

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