Polemiche sui ritardi del porto di Genova

Montano le polemiche sulla gestione del porto genovese da parte della sinistra cittadina

. “Non è ammissibile – dichiara Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria – che nel 2019 le merci rimangano bloccate in porto dieci giorni per carenze degli organici, come ha denunciato Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, l’associazione degli spedizionieri genovesi. Merce per decine di milioni di euro è ferma sulle banchine genovesi e ripartirà solo dopo i controlli che si potranno effettuare dopo le festività. Purtroppo il problema emerso nella contingenza del lungo ponte italiano ha un’origine strutturale. Il Decreto Genova prevedeva l’assunzione di circa sessanta addetti alla Dogana, assunzione che inspiegabilmente non è mai avvenuta. Se il personale degli Uffici della Dogana è insufficiente, sono del tutto sottodimensionati gli addetti ai servizi sanitari del porto. L’assunzione di figure necessarie come i veterinari, i tecnici addetti ai servizi fitosanitari e ai controlli radiometrici e chimici dei container, va effettuata in tempi brevissimi. Per ovviare a queste carenze chiediamo che vengano immediatamente sbloccate le circa sessanta assunzioni previste dal Decreto Genova per gli uffici della Dogana e che il Governo provveda a sopperire alle carenze di organico dei servizi sanitari in porto incrementando le figure professionali deputate al controllo delle merci di origine animale e vegetale e alle verifiche radiometriche e chimiche dei container. Inutile sottolineare come i tempi di queste procedure costituiscano un elemento determinante nella competizione portuale internazionale, e in particolare con i porti del Nord Europa. Il governo invece di continuare a venire a Genova a fare passerelle, provveda a sanare con la massima urgenza queste carenze di organico, condizione indispensabile per mantenere e sviluppare i traffici del nodo di Genova”.

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