Banca Carige, no ad Apollo, altro che nazionalizzazione…

Non spira più il vento della nazionalizzazione, con tanto di intervento governativo, osteggiato da sovranisti e sinistra, come di recente fatto per un istituto creditizio molisano di Termoli.
Il Consiglio di gestione (Fitd, Fondo Interbancario),  a valle di un «attento esame della situazione e delle prospettive di Banca Carige (la banca dei genovesi), ha ritenuto di non accogliere» la proposta del fondo e «ha manifestato il fermo intendimento di intervenire, anche in tempi stretti, nella soluzione della crisi della banca, con la disponibilità a valutare — nell’ambito dei propri organi e in coerenza con le disposizioni statutarie — proposte di intervento che prevedano la partecipazione degli attuali azionisti e di partners pubblici o privati». Da martedì 25 il Fitd, e così pure lo Schema Volontario, «avvierà un’analisi approfondita degli aspetti tecnici e organizzativi della banca, per definire il fabbisogno di capitale e le connesse proiezioni economico-finanziarie pluriennali, idonee a sostenere un piano industriale efficace e credibile». L'intervento del Fitd nella sua versione obbligatoria adesso è reso possibile dalla sentenza del tribunale europeo su Tercas, che ha escluso che un apporto di capitale da parte del Fitd possa qualificarsi come aiuto di Stato.

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