Il Decreto Ministeriale per il Morandi vale 80 mln

Grazie all’erogazione degli ottanta milioni stanziati per il 2019 e altrettanti per il 2020 a favore delle imprese di autotrasporto in conto terzi che hanno subito un aumento dei costi a causa del crollo del viadotto Polcevera sull'autostrada A10, arriva una bella boccata d’ossigeno. Tale aumento è causato dalla "forzata percorrenza di tratti autostradali e stradali aggiuntivi". Il testo elenca le tipologie di spese ammesse al ristoro, che sono tre: le missioni di viaggio con origine e/o destinazione il Comune ed il porto di Genova che dimostrino l'attraversamento del nodo urbano e per le quali il ristoro deriva dagli svantaggi derivanti dai percorsi aggiuntivi stradali e autostradali, ovvero dalle difficoltà logistiche dipendenti dall'attraversamento delle aree urbane e portuali di Genova; le missioni di viaggio compiute nel territorio nazionale che abbiano comportato per effetto del crollo del Ponte Morandi la forzata percorrenza di tratti autostradali e/o stradali aggiuntivi; le soste all'interno delle aree portuali che siano risultate superiori ai tempi operativi individuati dall'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale con apposito regolamento.
Il Decreto precisa che si possono presentare le domande di ristoro solamente i viaggi che hanno effettivamente comportato il trasporto di merce, compreso il riposizionamento delle unità di carico. Ogni veicolo può chiedere il ristoro per un massimo di cinque viaggi al giorno. Nel caso di viaggi che hanno avuto come destinazione il Comune di Genova e che hanno richiesto più di cinque consegne per viaggio è attribuito un coefficiente di moltiplicazione della somma pari a 1,5.
Un capitolo a parte riguarda i viaggi che hanno avuto come origine o destinazione il porto di Genova. 

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