Panarello al Righi, è battaglia aperta

“Il Comitato difesa del parco e delle mura di Genova ha firmato e depositato un documento in merito all'ampliamento dello stabilimento Panarello. “Negli ultimi 10 anni - spiega il Comitato - l'azienda ha notevolmente aumentato una serie di lavorazioni che impattano negativamente sulla qualità della vita: inquinamento acustico, luminoso e odorigeno, nonché sversamenti di acque provenienti, pare, da bonifiche di serbatoi”, fa sapere il consigliere comunale Stefano Giordano. 

Che poi spiega: “La convivenza con questa industria, come fan giustamente sapere il Comitato, è sempre stata caratterizzata dalle regole del buon vicinato. Regole che oggi però vengono a mancare a causa dell'improvvisa accelerazione che trasformerebbe un Parco, quello dei Forti, in una zona industriale. Al netto della gravità di alimentare la cementificazione in una zona che dovrebbe invece essere preservata per evidenti fini storico-culturali e ambientali, non vanno dimenticate le criticità che si innescherebbero qualora l'ampliamento venisse confermato: la logistica infatti non aiuta affatto e ha effetti pesanti in termini di traffico in via Carso, che risulta una via estremamente precaria, stretta ed esente di protezioni a valle che hanno dimostrato, con vari incidenti, la sua vera natura di stradina collinare”. 

Per il M5S Genova “l’ampliamento di 1300 mq in una zona come quelle dei Forti sarebbe l'ennesima ferita che questa città non può sopportare sia dal punto di vista infrastrutturale, sia da quello delle conservazione del territorio. Nei programmi politici di tutte le forze che rappresentano i genovesi è sempre stata evidenziata l'importanza del Parco dei Forti e la sua centralità nel settore turistico. Permettere all'azienda un ampliamento pari al 42% in una zona chiaramente infelice per azioni di questa portata calpesta i diritti dei cittadini. Non ci si può ricordare dell'area solo per lucro: mentre la Giunta comunale intende porre le basi definitive di un inserimento industriale impattante, i residenti ricordano che la zona ha altre necessità. Tra queste, una rete fognaria e una puntuale manutenzione territoriale”. 

“L’area non viene interessata infatti né dalla regimentazione delle acque, né dalla potatura degli alberi, né dalla pulizia delle cunette della raccolta acque piovane, né dalla messa in sicurezza di frane permanenti in terreni pubblici. Non va dimenticato che la cementificazione continua portata avanti da Panarello ha causato non pochi problemi negli anni e tuttora si subiscono le conseguenze su una regimentazione delle acque inesistente”, continuano i pentastellati. 

“Come M5S sosteniamo gli abitanti dell'area e come loro riteniamo assurdo e privo di qualsiasi senso logico un ampliamento industriale in questa zona. La Panarello è certamente un'attività storica della nostra città e va salvaguardata nell'interesse dei lavoratori ma non a scapito dei cittadini che chiedono tutele in termini di sicurezza e qualità della vita: si dia piuttosto il via a un percorso di dislocamento in zone consone agli obiettivi aziendali, in zone cioè che permettano di sviluppare i piani industriali di Panarello. Le alture di Genova certamente non possono rispondere a queste ambizioni”, conclude Giordano.

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