Reddito di Cittadinanza: boom nel 2021 a Genova

I dati sconcertanti arrivati nelle ultime ore sulle richieste del reddito di cittadinanza in Liguria nei primi sette mesi dell’anno (un boom rispetto al 2020, addirittura dal gennaio al luglio 2021 sono stati rilasciati più redditi che nell'arco di tutto il 2020), certificano il fallimento di un metodo che tende all’assistenzialismo puro, affossando le langue casse dello stato italiano. Ma anche la mancanza di certezze di tanti nuclei familiari.

Il dottor Guglielmo Bonanno, tributarista genovese, spiega. “Siamo giunti ad un paradosso: a chi non ha un lavoro, conviene prendere questa forma di aiuto statale che dura un anno e mezzo rinnovabile, solo in presenza di determinati requisiti, certificati con l'isee, magari omettendo un reddito derivante da un lavoro nero, come hanno dimostrato parecchi controlli. Un metodo che non funziona: lo stato non offre un lavoro ai possessori del reddito, se lo offre, essi spesso lo rifiutano. Infatti, molti preferiscono stare senza far nulla piuttosto che svegliarsi alla mattina presto per guadagnare poco di più. L’aspetto increscioso è l’omertà di talune persone che vedono lavoratori in nero prendere il reddito, senza dimenticare il passa parola tra gli stranieri che in questo meccanismo sembrerebbero essere gli attori più frequenti. Infine emerge la mancanza di strumenti di segnalazione che potrebbero essere dati in dotazione a caf e patronati.
Caf e patronati sono porti di mare, gli operatori conoscono bene i loro utenti, in sede di compilazione della domanda dovrebbero avere l opportunità di mettere la domanda sotto attenzione degli organi di competenza affinché possano effettuare valutazioni più approfondite. Per esempio se un utente si lascia scappare che un familiare lavora in nero l'operatore, che non può conoscere la verità, dovrebbe almeno spuntare un "pratica da attenzionare", sarei curioso di vedere quanti RDC risultano essere regolari. Ancora un osservazione, sono convinto che tra i tanti percettori di RDC, vi siano soggetti disponibili a imparare un nuovo lavoro, magari il sogno della loro vita. Perché non diamo la possibilità ai datori di assumere a costo zero? Le ore da impegnare sul posto di lavoro potrebbero essere calcolate in base all'importo percepito allineato ai minimi sindacali.
In conclusione: il reddito di cittadinanza va ripensato. Sarà anche una mia opinione, e me ne assumo la responsabilità, ma sono sempre stato meritocratico”.

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