Si discute ancora sulla diga di Genova

“Lo schema è sempre lo stesso: ancora una volta una decisione calata dall’alto senza alcun percorso partecipativo. Questa volta tocca al Municipio VII Ponente, che volente o meno dovrà accettare il progetto per la costruzione dei cassoni della nuova Diga di Genova presso il sesto modulo della piattaforma portuale di Pra’. Si tratta, è bene dirlo, di una scelta operata senza alcuna condivisione con il territorio, sul quale ricadrà l’ennesima servitù con danni pesanti dal punto di vista dell’impatto ambientale e della salute pubblica”. Lo dichiara il capogruppo comunale del M5S Fabio Ceraudo
“Irricevibile che Bucci ieri in Consiglio municipale - dove non è stato nemmeno permesso ai cittadini di parlare! -, abbia esordito dicendo “lo facciamo per i nostri figli”. Davvero? Non si capisce se ieri abbia parlato in qualità di sindaco di Genova o di Commissario straordinario per il Porto. Ma qual è il suo ruolo, oggi? Quello di difendere la salute pubblica o di difendere invece il suo ruolo commissariale e chi in porto ha interessi particolari? E comunque, se lo fa per i nostri figli, ha chiesto alle loro famiglie cosa vogliono per il futuro dei loro ragazzi?”. “Tra una frase fatta e l’altra, provi intanto il sindaco a fare la conta delle promesse disattese: penso, ad esempio, al Parco delle dune, alla fascia di rispetto o all'elettrificazione delle banchine… Tutti impegni finiti nel dimenticatoio, nonostante si tratti di un quartiere, di un’intera delegazione che ha già dato - e fin troppo - senza ricevere in cambio le dovute compensazioni”. “Nessuno mette in dubbio l’utilità della nuova Diga per Genova. Mettiamo però in discussione il metodo con cui si sta affrontando il progetto”, conclude Ceraudo.

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