Il drastico piano di Esaote

Esaote, il piano non convice la giunta comunale

Esaote, il piano non convince la giunta comunale

Assomiglia tanto a un piano lacrime e sangue quello presentano da Esaote al Comune di Genova

nella giornata odierna. Una autentica mazzata alle spalle dei lavoratori dell'indotto cittadino, che da settimane vive momenti di apprensione. Dopo varie richieste di confronto, i vertici di Esaote oggi hanno incontrato il sindaco di Genova, Marco Doria, e l’assessore allo sviluppo economico, Francesco Oddone, che avevano chiesto chiarimenti sul piano industriale che comporta per l’azienda biomedicale 76 esuberi, 50 esternalizzazioni e 120 persone in cassa integrazione tra Genova e Firenze (52 lettere sono già arrivate con decorrenza dal 14 luglio). 
E non sono affatto noccioline, infatti nei giorni scorsi gli operai genovesi erano scesi in strada paralizzando il ponente cittadino con picchetti e cortei, anche spontanei dietro alle bandiere e con tanto di fumogeni appresso. 
Ma se il Comune con l’avvio della procedura di cambio del Puc che farà tornare industriali le aree che si libereranno dal trasferimento agli Erzelli, sperava di spingere l’azienda a ritornare sui suoi passi, così non è stato: “L’azienda è rimasta ferma sulle sue posizioni” spiega l’assessore Oddone e confermano i sindacati, che sono stati ricevuti dal sindaco non appena il presidente di Esaote Carlo Castellano e il consulente Attila Carrara hanno lasciato Tursi da un’uscita secondaria.

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