A rischio la cassa

50 milioni subito, o marzo sarà l’ultimo mese in cui i lavoratori in cassa o in mobilità riceveranno l’assegno:

le risorse sono finite, bloccate o addirittura richiamate a Roma. È un vero e proprio grido d’allarme quello lanciato da Enrico Vesco (FOTO), assessore al lavoro della Regione Liguria, dopo essersi confrontato con i colleghi delle altre regioni e aver esaminato i conti con gli uffici regionali.

Una situazione difficilissima nata dalla somma di tre problemi. Innanzitutto l’insufficienza dei trasferimenti statali per il 2013 e un aumento impressionante dei numeri dei lavoratori in cassa nei primi due mesi dell’anno (erano 660 a dicembre, sono rispettivamente 2.763 e 2.908 a gennaio e febbraio). Oltre al danno vi è poi la beffa: alla Regione avanzavano 24 milioni dalle risorse 2012 che si sperava di poter usare per il 2013, ma il Ministero se li è ripresi per compensare a livello nazionale il buco delle cinque regioni in passivo (Lombardia, Puglia, Lazio, Sardegna e Umbria).

“Alla Liguria servono 50 milioni per riuscire ad assicurare la cassa integrazione in deroga e la mobilità per  il 2013 e per garantire agli oltre 10.000 lavoratori a cui è già stato autorizzato il trattamento la possibilità di percepire le risorse. Senza questi finanziamenti a fine marzo gli ammortizzatori sociali per i lavoratori liguri si bloccheranno”, accusa Vesco.  Non più dunque sei mesi garantiti all’inizio dell’anno, ma al massimo tre, con il rischio del blocco totale dei pagamenti fra un paio di settimane.

A rimanere senza assegno saranno non solo i “nuovi” lavoratori che ne hanno maturato il diritto in questi primi tre mesi, ma anche coloro che l’avevano ottenuto nel 2012. Per non parlare di chi il lavoro sta per perderlo o lo perderà nei prossimi mesi: per loro nessuna possibilità di essere aiutati. 

“La situazione sarebbe devastante”, ha commentato Vesco  auspicando un immediato intervento del Governo. “A questo si deve  aggiungere un cavillo burocratico su cui il Ministero del lavoro si è impuntato, cioè la richiesta che tutti gli accordi vengano eseguiti nelle sedi delle Regioni, costringendo centinaia di piccolissime aziende a spostarsi nel capoluogo per sottoscrivere le intese, col rischio di arrivare ad una riduzione delle domande e di lasciare centinaia di lavoratori senza protezione sociale”.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono 1.075 gli accordi siglati di cassa integrazione in deroga per 9.317 lavoratori e 381 autorizzazioni di mobilità per 741 lavoratori,  per una somma complessiva  di oltre 64 milioni di euro dentro ai quali figurano aziende come Ferrania (198 lavoratori), Amt (551 lavoratori) e Acam di Spezia.

REGIONE LIGURIA - GIORNALE DELLA GIUNTA

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