Carlo Felice ad alto rischio

Una situazione non più gestibile. Nonostante gli sforzi elargiti dal sovraintendente del più prestigioso teatro

cittadino, il Carlo Felice, si rischia un crac dalle dimensioni immane. Giovanni Pacor negli ultimi 18 mesi ha mediato tra le parti in causa, ha fin qui svolto un ottimo lavoro, da un lato ha abbassato i costi, dall’altro non ha mandato a casa nessun dipendente, ma ora vacilla anche la sua posizione. Le bordate e gli strali polemici arrivano da più parti.

I lavoratori, infatti, hanno sfiduciato pubblicamente Pacor e il vertice del teatro più prestigioso della Superba. L’assemblea, in una nota polemica, ha dato un mandato a 360° ai sindacati di chiedere un incontro urgente con il Governatore della Regione Liguria, Claudio Burlando, e il primo cittadino genovese, Marco Doria.

I circa 180 lavoratori del Carlo Felice hanno avuto momenti di tensione interna su come gestire lo stato di crisi; non sono mancate spaccature fra le anime dei tre principali sindacati, ma alla fine si è deciso di redarre un comunicato congiunto.

Il motivo della diatriba è legata al taglio di circa 3,5 milioni di euro sul bilancio del 2013. I lavoratori, si legge nella nota non approvata da un sindacato autonomo e minoritario all’interno del teatro, sono reduci da due anni con i contratti di solidarietà e non sono più disposti a fare sacrifici. “L’indebitamento del teatro è peggiorato in questi ultimi tre anni” fa sapere la Cgil con tono polemico. “E i tagli che ci sono stati prospettati non sono andati nel dettaglio. Chi ci rimetterà?” si interroga il sindacato maggioritario all’interno del teatro.

Resta confermato, pertanto, lo stato di agitazione.

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